
La ricerca di una polizza può cominciare anche su ChatGPT, senza passare da un broker. È quanto mostrano alcune iniziative avviate nel Regno Unito, dove piattaforme assicurative e finanziarie stanno sperimentando l’intelligenza artificiale come nuovo punto di accesso alla distribuzione.
A febbraio MoneySuperMarket ha lanciato un’app di servizi finanziari che consente di confrontare assicurazioni auto, casa e animali domestici direttamente nella chat. In aprile è arrivata Simply Business, con un’app dedicata alle assicurazioni per le imprese: i titolari di piccole aziende possono ottenere indicazioni di prezzo sulle principali coperture commerciali e vengono poi indirizzati al sito della società per completare l’acquisto. Anche ManyPets ha scelto ChatGPT per la propria offerta di pet insurance, fornendo prezzi indicativi per la gamma Lifetime.
Il modello è ancora circoscritto, ma pone una questione che interessa direttamente i broker: chi intercetta il cliente quando comincia a cercare una polizza?
Se la prima risposta arriva da un sistema di AI che presenta già prodotti, operatori e prezzi indicativi, l’intermediario può non comparire nella fase iniziale della scelta.
Il rischio, quindi, non è che ChatGPT sostituisca oggi il broker, ma che possa spostare il punto in cui nasce la relazione assicurativa.
Le applicazioni attualmente disponibili non vincolano le polizze e non forniscono consulenza sui rischi complessi. Il loro ruolo è soprattutto quello di facilitare la ricerca, offrire un primo orientamento sui prezzi e accompagnare l’utente verso il sito dell’assicuratore o del distributore. Per le coperture più semplici questo può ridurre ulteriormente la necessità di un passaggio iniziale attraverso un intermediario.
Nelle commercial lines, invece, la situazione è diversa: valutazione del rischio, consulenza, negoziazione delle condizioni e strutturazione della copertura restano attività difficili da ricondurre a un'interazione automatizzata.
Il caso di Simply Business è particolarmente significativo proprio perché riguarda le piccole imprese. Un imprenditore che entra in ChatGPT per capire quale copertura gli serve può ricevere già nella prima conversazione indicazioni su prodotti e prezzi, prima ancora di cercare un broker. È questo il passaggio che può modificare il tradizionale percorso di acquisto.
Dagli Stati Uniti arrivano altri segnali sull’utilizzo di questi nuovi canali. Secondo dati diffusi da Insurify, piattaforma statunitense di comparazione assicurativa, il traffico proveniente da ChatGPT è cresciuto del 151% nei sei mesi successivi al lancio della sua app sulla piattaforma. Nello stesso periodo, la quota di nuovi clienti che ha dichiarato di aver scoperto Insurify attraverso conversazioni con strumenti di AI è passata dallo 0,15% al 5,7%. Sono dati riferiti a una singola società e a un numero limitato di Stati americani e non possono quindi essere considerati rappresentativi dell’intero mercato assicurativo. Indicano però che l’AI può diventare un canale attraverso il quale il consumatore individua per la prima volta un prodotto assicurativo.
Per i broker, la questione riguarda quindi soprattutto la visibilità nella fase di discovery. Nel Regno Unito gli esperimenti sono già entrati nelle assicurazioni personali e nelle coperture per le PMI, mentre dagli Stati Uniti arrivano i primi dati sull’uso del canale. La consulenza e la gestione dei rischi complessi restano per ora prerogative difficilmente sostituibili, ma il primo incontro tra cliente e mercato assicurativo può avvenire sempre più spesso dentro una conversazione con l’AI.