
L’intelligenza artificiale generativa è la tecnologia digitale più adottata dagli agricoltori. Secondo il report Global Farmer Insights 2026 di McKinsey, il 17% degli agricoltori a livello mondiale la utilizza già per attività legate alla gestione delle aziende agricole, soprattutto per supportare le decisioni operative e ottenere rapidamente indicazioni agronomiche.
L’adozione cresce in un settore che continua a fare i conti con costi elevati e volatili per manodopera, terreni, macchinari, finanziamenti e fertilizzanti. A questi fattori si aggiungono l’incertezza delle politiche agricole, condizioni meteorologiche meno prevedibili e carenza di personale, che rendono più complesse le decisioni aziendali.
Il dato emerge da una ricerca condotta tra aprile e luglio su 5.500 agricoltori di dieci Paesi. Al contrario dell’AI, altre tecnologie come robotica, macchinari elettrici e software per la sostenibilità restano ancora poco diffuse. Tra i comparti in crescita figurano invece i prodotti biologici per le colture: più della metà degli agricoltori specializzati li utilizza almeno in parte.
McKinsey rileva anche una maggiore prudenza negli investimenti: l’intenzione di aumentare la spesa nel 2026 è diminuita di 24 punti percentuali, mentre oltre un terzo degli agricoltori indica nei fertilizzanti la prima voce su cui intervenire in caso di riduzione dei profitti.