
Nel mondo dell’assistenza, dove la promessa di “esserci” si misura nella concretezza delle azioni, Europ Assistance prova a spostare l’asticella un po’ più in alto. Il suo primo Report d’Impatto, intitolato “La sostenibilità inizia con il CARE”, non è un esercizio di stile, ma il tentativo di mettere ordine – e soprattutto metodo – in un percorso che il Gruppo ha avviato da tempo, integrando la governance ESG nella propria strategia globale. Una scelta che, dal 2021, ha trasformato la sostenibilità da visione a pratica operativa, con obiettivi misurabili e un approccio di doppia materialità che guarda sia agli impatti sull’ambiente sia ai rischi e alle opportunità per il business.
Fabio Carsenzuola, CEO della Mediterranean Region, sintetizza così la filosofia che guida il lavoro del Gruppo: “Per noi di Europ Assistance, ‘CARE’ non è solo il principio che rappresenta l’essenza di tutto ciò che facciamo, ma costituisce anche la base del nostro modo di intendere la sostenibilità e di fare impresa oggi senza compromettere il domani”. E aggiunge un punto chiave, quasi un avvertimento al settore: “La sostenibilità è un viaggio condiviso, che può avanzare solo grazie al coinvolgimento di tutti gli stakeholders”.
Il Report mette in fila le tre direttrici che definiscono l’identità dell’azienda: Responsible Insurer and Assistance Partner, Responsible Employer e Corporate Citizen. Tre pilastri che si intrecciano e si contaminano, perché l’assistenza – soprattutto quella moderna – non si limita più a risolvere un problema, ma deve farlo in modo responsabile, inclusivo e sostenibile.
Sul fronte ambientale, Europ Assistance rivendica un primato: essere stata la prima compagnia di assistenza a misurare le emissioni lungo l’intera catena del valore. Un esercizio che ha prodotto un dato significativo: in Italia l’83,5% delle emissioni ricade nello Scope 3, legato alle attività di assistenza. Da qui la necessità di un percorso di decarbonizzazione che punta alla neutralità carbonica entro il 2050, con due traguardi intermedi al 2030: zero emissioni nette per le attività corporate e una riduzione del 10% dell’intensità carbonica dei servizi di assistenza rispetto al 2022.
La parte corporate, più controllabile, ha già registrato progressi tangibili: energia elettrica 100% rinnovabile nelle sedi italiane, flotta manageriale elettrica al 44%, drastica riduzione dell’uso di carta (–27% di materiale cartaceo e –89% di carta bianca nel 2024), meno trasferte e più riunioni virtuali, incentivi al trasporto pubblico. Ma è nell’assistenza stradale che si gioca la partita più complessa: il 56,8% dell’impronta carbonica italiana arriva da lì. Per questo Europ Assistance ha introdotto linee guida ESG nei contratti con i provider, spingendo verso flotte più sostenibili, veicoli elettrici o di categoria inferiore, soluzioni multimodali e strumenti digitali per ottimizzare i percorsi. L’obiettivo è chiaro: ridurre le emissioni senza sacrificare la qualità del servizio.
Anche l’assistenza sanitaria in viaggio entra nel perimetro della sostenibilità. La Compagnia lavora per diminuire l’impatto dei rimpatri aerei, migliorando la capacità decisionale dei team medici, promuovendo il pooling dei pazienti e collaborando con le compagnie aeree per una misurazione più accurata delle emissioni. Parallelamente, sviluppa prodotti e protocolli pensati per affrontare eventi climatici estremi, un tema che ormai riguarda direttamente la continuità delle cure.
Il capitolo dedicato alle persone è altrettanto centrale. Come Responsible Employer, Europ Assistance punta su una cultura dell’inclusione strutturata, con una roadmap al 2030 che rafforza la DEI come standard aziendale. Nel 2025 l’azienda ha rinnovato la certificazione del Winning Women Institute: le donne rappresentano il 66% della forza lavoro, il 65% del management e il 40% del Board, con un Gender Pay Gap quasi azzerato (0,6%). La strategia DEI si articola su quattro priorità – parità di genere, diversità generazionale, inclusione LGBTQI+, valorizzazione delle differenze culturali e delle capacità – sostenute da ERG e dalla Carta DEI KIT, che introduce principi di consapevolezza, lotta ai bias e tolleranza zero verso le discriminazioni.
Sul fronte della disabilità, il percorso avviato nel 2020 con il “Disability Inclusion Journey” si è arricchito nel 2024 con ThinkAbility, un programma internazionale che sostiene 13 para-atleti e promuove una narrazione nuova, lontana dagli stereotipi. In Italia il volto simbolo è la paralimpica Valeria Pappalardo. Nel 2025 è arrivato anche CareAbility, una challenge che ha coinvolto i dipendenti di Italia, Spagna e Portogallo nella mappatura di oltre 700 luoghi e 12.300 barriere architettoniche, dati poi condivisi con le istituzioni tramite WeGlad.
Infine, la prevenzione. Dal 2018 Europ Assistance Italia offre ai dipendenti visite gratuite e iniziative dedicate alla salute, estendendo progressivamente il programma anche alla comunità esterna. Un tassello coerente con l’idea che la cura non sia solo un servizio, ma un impegno sociale.
Beatriz Calabria Martín, Head of ESG della Mediterranean Region, chiude il Report con una frase che riassume l’intero impianto: “La sostenibilità inizia con la cura, sia delle persone che del pianeta. Il Report d’impatto riflette un impegno molto concreto, costruito sull’ascolto, la collaborazione e la convinzione che ogni azione conta”. Una dichiarazione che, al netto della retorica inevitabile, restituisce l’immagine di un’azienda che prova a trasformare il proprio mestiere – l’assistenza – in un modello di responsabilità più ampio. E che, almeno per ora, sembra aver imboccato una strada chiara.