
Verisk, azienda leader nei servizi di data analytics per il settore assicurativo, ha chiuso il quarto trimestre con utili superiori alle attese degli analisti, mostrando la solidità del modello di business nonostante le preoccupazioni legate alla diffusione dell’intelligenza artificiale, secondo quanto riferisce Reuters.
Il Ceo Lee Shavel ha sottolineato l’importanza dei dataset proprietari dell’azienda, ritenuti un vantaggio competitivo difficile da replicare. “Dati di alta qualità sono fondamentali per accuratezza ed efficacia, e Verisk si trova in una posizione unica come uno dei pochi fornitori che aggregano informazioni da molteplici fonti”, ha dichiarato Shavel. Il Ceo ha aggiunto che l’azienda presenta oltre 2.000 documentazioni regolatorie ogni anno per conto dei propri clienti, “ed è proprio questa qualità, ampiezza e organizzazione dei dati a essere essenziale per un’efficace applicazione dell’AI”.
Fondata nel 1971 come Insurance Services Office, Verisk basa la propria attività su dataset proprietari direttamente dalle compagnie assicurative, riducendo il rischio di disruption da AI. Nonostante alcune difficoltà temporanee, l’utile rettificato per azione nel trimestre è stato di 1,82 dollari (circa 1,70 €), superiore alle attese di 1,61 dollari (1,50 €), con ricavi in crescita del 5,9% a 778,8 milioni di dollari (730 mln €). Per il 2026, l’azienda prevede un utile per azione tra 7,45 e 7,75 dollari (7–7,30 €) e ricavi tra 3,19 e 3,24 miliardi di dollari (3–3,05 mld €). Verisk ha aumentato l’autorizzazione al riacquisto di azioni a 2,5 miliardi di dollari (2,35 mld €) e lancerà un buyback accelerato da 1,5 miliardi (1,40 mld €). Grazie ai dati affidabili e all’esperienza nel settore assicurativo, l’azienda resta un partner strategico per gestione dei rischi, efficienza e prevenzione delle frodi, confermando la solidità del modello anche in un contesto segnato dall’espansione dell’AI.