
In Italia la cultura assicurativa e previdenziale è ancora meno diffusa rispetto ad altri Paesi europei. Dal vostro osservatorio, quali sono oggi le principali criticità e quali opportunità vede per rafforzare la consapevolezza dei cittadini su questi temi?
In Italia persiste un forte gap culturale su protezione Vita e previdenza integrativa. Per il settore si tratta di due priorità: coperture come caso morte, Long Term Care e malattie gravi aiutano le famiglie a reggere l’impatto economico di eventi che spesso arrivano senza preparazione. E l’invecchiamento della popolazione (circa un italiano su quattro ha più di 65 anni) rende più urgente pianificare i costi della non autosufficienza e della vita dopo il lavoro. Da qui il bisogno di costruire per tempo una previdenza complementare, perché la pensione pubblica tenderà a essere meno generosa e accessibile più tardi. Per aumentare la consapevolezza, serve partire prima: introdurre questi temi già a scuola, con una formazione di base ma concreta.
Quale ruolo può svolgere una compagnia come Helvetia nella promozione della cultura della protezione e della pianificazione previdenziale di lungo periodo?
In Italia il Gruppo Helvetia Italia ha scelto di puntare su protezione e previdenza, oggi ancora di nicchia ma destinate a crescere. La spinta arriva da due esigenze sempre più evidenti: tutelare la stabilità economica delle famiglie durante la fase di accumulo, anche di fronte a imprevisti di salute, e garantire in pensione un reddito integrativo significativo rispetto all’assegno pubblico. Per questo investiamo nella formazione della rete distributiva, così da affiancare all’attuale offerta di risparmio e investimento (che vale oltre il 90% del mercato Vita) soluzioni capaci di rispondere a bisogni di protezione e pianificazione di lungo periodo.
Il sistema pensionistico italiano richiede sempre più spesso il supporto della previdenza complementare. In che modo il ramo Vita può contribuire a colmare questo gap e accompagnare famiglie e lavoratori nella costruzione di una maggiore sicurezza economica futura?
Il ramo Vita contribuisce a rafforzare il secondo e il terzo pilastro della previdenza, affiancando i fondi negoziali con soluzioni collettive e individuali, spesso particolarmente adatte a PMI e lavoratori che vogliono costruire un’integrazione alla pensione pubblica. All’interno del Gruppo Helvetia lo facciamo con un’offerta dedicata: il Fondo Pensione Aperto “Soluzione Previdente” per le adesioni collettive e “Helvetia PIP Aequa” per la previdenza individuale, con linee pensate per diversi orizzonti di accumulo e per le scelte nella fase di erogazione del capitale maturato.
Negli ultimi anni il mercato assicurativo Vita è cambiato profondamente, anche alla luce del contesto macroeconomico e dell’evoluzione dei bisogni dei clienti. Quali sono oggi le principali direttrici di sviluppo su cui state lavorando?
Il Vita continua a ruotare soprattutto attorno a risparmio e investimento, trainato dai canali bancario e postale. Sul settore pesano anche le richieste di EIOPA e IVASS: POG e Value for Money impongono prodotti più trasparenti e un chiaro beneficio per il cliente, con attenzione ai costi di distribuzione e gestione. Per intercettare rendimenti, serve però più propensione al rischio e una maggiore componente azionaria, anche tramite soluzioni multi-ramo e unit linked. E il ramo è chiamato a un equilibrio delicato: proteggere il capitale, offrire un rendimento positivo e limitare l’esposizione alla volatilità dell’obbligazionario.
La recente integrazione con Baloise apre una nuova fase per il vostro gruppo. Quali sinergie e competenze pensate di valorizzare nello sviluppo del business Vita in Italia?
Con l’integrazione con Baloise, Helvetia diventa il secondo operatore Vita e il primo gruppo assicurativo complessivo (Vita+Danni) in Svizzera. Nel 2025 la raccolta premi Vita ha superato i 5 miliardi di franchi svizzeri. Questa solidità ci consente di mettere a fattor comune competenze chiave del Gruppo, in particolare su previdenza integrativa e gestione del longevity risk, un tema destinato a diventare sempre più centrale con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle aspettative di vita. In Italia, inoltre, potremo valorizzare l’esperienza di Baloise nei prodotti d’investimento per clientela affluent, ampliando l’offerta con soluzioni più flessibili tramite la compagnia del Gruppo con sede in Lussemburgo (in libera prestazione di servizi).
Anche la distribuzione assicurativa sta attraversando una fase di trasformazione, tra digitalizzazione, nuovi modelli di consulenza e crescente integrazione tra canali. Come immagina l’evoluzione della distribuzione nei prossimi anni e quale ruolo avranno gli intermediari nella diffusione della cultura assicurativa e previdenziale?
L’AI renderà più semplice e veloce per gli intermediari orientarsi nell’offerta di prodotto. Parallelamente, le compagnie investiranno sempre di più per rafforzare la cultura della protezione familiare e della pianificazione previdenziale, temi destinati a crescere con l’allungamento della vita e l’invecchiamento della popolazione. In questa direzione, il Gruppo Helvetia Italia ha già avviato un programma di educazione previdenziale nelle scuole superiori, che intendiamo estendere anche su impulso della rete distributiva.