
Il mercato globale delle infrastrutture si prepara a una fase di espansione senza precedenti, con una spesa annua destinata a raggiungere i 6.900 miliardi di dollari entro il 2050, rispetto ai 4.400 miliardi registrati nel 2024.
È quanto emerge dal Global Infrastructure Outlook di PwC, che delinea uno scenario di crescita trainato dalla modernizzazione dei sistemi energetici, dei trasporti e delle infrastrutture digitali, sempre più integrate con le esigenze dell’intelligenza artificiale, dell’elettrificazione e dell’urbanizzazione.
Nel complesso, gli investimenti infrastrutturali globali nei prossimi 25 anni dovrebbero toccare quota 151.100 miliardi di dollari, un livello che, in termini reali, equivale a circa il doppio della spesa registrata nei due decenni precedenti. La traiettoria evidenzia una progressiva convergenza tra infrastrutture tradizionali e sistemi digitalizzati, con reti sempre più interconnesse e adattive.
In questo contesto, l’Italia si colloca tra i principali mercati europei, con una spesa pari a 50 miliardi di dollari nel 2024, corrispondente al 7,9% del totale europeo e all’1,1% di quello globale. Le proiezioni indicano una crescita fino a 61 miliardi di dollari entro il 2050, pari a un incremento del 20%. Tuttavia, il peso relativo del Paese è destinato a ridursi, con una quota globale attesa allo 0,9% e un arretramento nel ranking internazionale.
Le dinamiche strutturali contribuiscono a delineare questo scenario: il debito pubblico italiano, pari al 149% del Pil, tra i più elevati in Europa, e un processo di consolidamento fiscale incidono sulla capacità di investimento pubblico. A ciò si aggiungono crescita economica moderata e dinamiche demografiche sfavorevoli, con una popolazione in calo e un progressivo invecchiamento.
«Ci troviamo a un punto di svolta: un nuovo ciclo di investimenti infrastrutturali, per ampiezza e profondità, diverso da tutti i precedenti», ha dichiarato Paolo Guglielminetti, Partner PwC Italia e Global Railways & Roads Leader, sottolineando come la prossima generazione di infrastrutture sarà sempre più intelligente, interconnessa e adattiva, dalle reti di trasporto ai sistemi energetici fino alle infrastrutture digitali a supporto delle filiere produttive.
Nel dettaglio, il settore dei trasporti resterà il principale motore della spesa infrastrutturale italiana, seguito da energia e difesa, che insieme rappresenteranno circa il 69% degli investimenti complessivi fino al 2050. La difesa, in particolare, è attesa come l’area a crescita più rapida, con un incremento significativo legato anche agli obiettivi di sicurezza e alle indicazioni in ambito NATO. Parallelamente, l’energia registra un’espansione sostenuta, mentre le infrastrutture sociali aumentano in risposta alle trasformazioni demografiche.
Più contenuta la dinamica di alcuni comparti come digitale, agricoltura, acqua e risorse naturali, che mostrano andamenti differenziati e in alcuni casi in contrazione nel lungo periodo. Il quadro complessivo evidenzia così una riallocazione progressiva degli investimenti, in cui sostenibilità, sicurezza e digitalizzazione diventano i principali assi di sviluppo.
In un contesto globale in rapida evoluzione, il settore infrastrutturale si conferma dunque un indicatore chiave delle trasformazioni economiche e industriali in corso, con l’Italia chiamata a misurarsi con vincoli strutturali ma anche con nuove traiettorie di investimento.