
Il capitale globale dei riassicuratori ha raggiunto livelli mai visti nei primi nove mesi del 2025, salendo di oltre il 6% rispetto alla fine del 2024 e arrivando a 760 miliardi di dollari al 30 settembre. A fotografare questa evoluzione è il Reinsurance Market Dynamics di gennaio 2026 pubblicato da Aon.
Nel dettaglio, l’aumento complessivo è pari a 45 miliardi di dollari e riflette una crescita sia del capitale tradizionale sia di quello alternativo. Il primo rappresenta la quota predominante, con 636 miliardi di dollari, in aumento di 36 miliardi rispetto ai 600 miliardi di fine 2024. Il capitale alternativo o di terzi, invece, è salito di quasi l’8%, passando da 115 a 124 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato nel report di Aon, “la crescita è stata trainata dagli utili trattenuti, dalle plusvalenze non realizzate sulle obbligazioni contabilizzate direttamente a patrimonio netto e dai nuovi afflussi verso sidecar e mercato dei catastrophe bond”.
Il quadro che emerge mostra alcune dinamiche strutturali rilevanti. Gli investimenti in nuove compagnie di riassicurazione con rating, avviate da zero, sono rimasti molto contenuti nel corso del 2025. Al contrario, sul fronte del capitale alternativo, il rinnovato appetito degli investitori sta contribuendo a ridurre i costi della retrocessione e offre ai riassicuratori tradizionali la possibilità di ampliare i propri programmi di sidecar e di obbligazioni catastrofali.
Il contesto trova conferma nel mercato ILS: nel 2025 le emissioni di catastrophe bond hanno stabilito diversi record, superando per la prima volta i 25 miliardi di dollari e oltrepassando la soglia annuale dei 20 miliardi.
Il report di Aon evidenzia come, nonostante un inizio 2025 segnato da perdite elevate per gli incendi in California, la redditività dei riassicuratori tradizionali resti solida. La minore esposizione ai rischi di frequenza ha permesso al mercato primario di assorbire una quota maggiore delle perdite da rischi secondari, mantenendo la maggior parte dei riassicuratori entro i budget per le grandi perdite e portando a un combined ratio medio del 91% dopo nove mesi, in linea con gli ultimi esercizi e nettamente migliore rispetto al 2022.
A sostenere i risultati hanno contribuito anche i rendimenti finanziari, con un rendimento ordinario medio del 4,1% e significative plusvalenze di mercato. Il ROE medio ha raggiunto il 16%, confermando una fase favorevole che, secondo Aon, sta però aumentando la pressione competitiva e spingendo il settore a cercare nuove leve di crescita oltre allo sviluppo organico.