
Da giovedì 15 gennaio 2026 entra ufficialmente in funzione l’Arbitro assicurativo, il nuovo organismo pensato per risolvere le controversie tra clienti, imprese e intermediari del settore in modo più rapido e meno oneroso rispetto ai tribunali.
L’obiettivo è di offrire ai cittadini e alle imprese uno strumento semplice, indipendente e imparziale, capace di intervenire nei conflitti assicurativi più ricorrenti, riducendo tempi e costi del contenzioso tradizionale.
Il ricorso potrà essere presentato senza l’assistenza di un avvocato, con una spesa contenuta in 20 euro, destinati a essere restituiti in caso di accoglimento, e con una decisione attesa entro 180 giorni, prorogabili solo una volta nei casi più complessi. Prima di arrivare all’Arbitro, però, resta obbligatorio il passaggio del reclamo alla compagnia o all’intermediario: solo in assenza di risposta entro 45 giorni o in presenza di una risposta ritenuta insoddisfacente sarà possibile avviare la procedura. La decisione dell’Arbitro non è vincolante, ma il mancato rispetto da parte dell’impresa o dell’intermediario comporterà una sanzione reputazionale significativa, con la pubblicazione dell’inadempimento sul sito dell’Arbitro per cinque anni e, per sei mesi, anche sul sito della compagnia o nei locali dell’intermediario. Resta comunque sempre aperta la strada dell’Autorità giudiziaria, sia per i clienti sia per le imprese.
Dal punto di vista dei consumatori, l’arrivo dell’Arbitro assicurativo colma un vuoto storico nella tutela del settore, come sottolinea Adiconsum, che ricorda come «a differenza dell’Arbitro Bancario Finanziario, istituito nel 2009, e dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, operativo dal 2016, l’Arbitro assicurativo arriva con notevole ritardo in un ambito in cui i contenziosi sono numerosi, andando finalmente a completare la tutela a 360 gradi dei consumatori».
L’Arbitro potrà occuparsi di controversie su polizze vita e danni, dai ritardi nelle prestazioni alla mancata consegna della documentazione, fino ai temi più sensibili come gli sconti obbligatori sulla Rc auto o gli abbinamenti irregolari di coperture non assicurative, entro limiti risarcitori ben definiti a seconda del ramo e della tipologia di danno. Accanto agli apprezzamenti, non mancano però le perplessità. Assoutenti definisce l’avvio dell’Arbitro «un passo avanti importante, atteso da anni, che può rendere la tutela più rapida, accessibile e meno onerosa», ma richiama l’attenzione su alcune criticità. La prima riguarda l’indipendenza dell’organismo, incardinato presso Ivass: «Avremmo auspicato la nascita di un organismo pienamente autonomo e non legato a un’autorità che in passato ha assunto posizioni sovrapponibili a quelle dei soggetti vigilati», afferma l’associazione, che chiede ai tre arbitri di nomina Ivass di dimostrare nei fatti una distanza netta dal mondo assicurativo. Il secondo nodo è organizzativo, perché la scelta di partire con un collegio unico a Roma solleva dubbi sulla capacità di reggere l’impatto dei numeri: nel solo 2024, ricorda Assoutenti, il comparto assicurativo ha generato oltre 113 mila reclami. Una preoccupazione condivisa anche dall’Aiped, l’associazione dei periti danni, che attraverso il presidente Luigi Mercurio sottolinea come l’efficacia del nuovo strumento dipenderà dalla presenza di «regole chiare, istruttorie solide e un’adeguata valorizzazione delle competenze tecniche».
I prossimi mesi saranno il banco di prova decisivo: dalla capacità di smaltire i ricorsi, di fornire decisioni coerenti e di creare un indirizzo interpretativo chiaro dipenderà la credibilità dell’Arbitro e, più in generale, la fiducia dei cittadini nel mercato assicurativo italiano.