
Questa settimana entreranno in vigore due novità significative per il parco auto italiano, pensate sia per l’ambiente sia per la sicurezza stradale.
La prima riguarda la possibilità di radiare e rottamare circa 4 milioni di auto sottoposte a fermo, spesso abbandonate per anni su strade o terreni privati, vere e proprie “carcasse” che ingombrano il territorio e contribuiscono al degrado urbano. La seconda misura introduce un database dedicato alle auto soggette a richiamo, ma non portate in officina per la messa in sicurezza, creando un elenco consultabile dai cittadini e dalle autorità, una sorta di “black list” per i veicoli non sicuri. Entrambe le novità sono state richiamate da Federcarrozzieri.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 14/2026 (DDL n. 1431), entra infatti in vigore la possibilità di cancellare dai pubblici registri i veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo. Fino a oggi, queste auto rimanevano “congelate”, inutilizzabili ma impossibili da radiare, determinando una crescita di vetture abbandonate nelle città e sui terreni privati, con conseguente aumento dell’inquinamento. Secondo le stime, 4 milioni di auto fantasma potranno finalmente essere radiate e rottamate, e circa un milione di queste potrà andare incontro alla demolizione, liberando spazi e riducendo il degrado.
“La nuova legge rappresenta una piccola rivoluzione, in quanto consente sia ai proprietari di tali vetture, sia a Comuni ed enti locali, di richiedere la radiazione del mezzo, ossia la cancellazione da Pra e da ogni pubblico registro, sia la rottamazione, ossia la distruzione fisica del veicolo, con vantaggi per tutti”, spiega Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri. “I proprietari di auto sottoposte a fermo erano infatti costretti fino ad oggi a pagare bollo e, fino al 2024, anche l’assicurazione nonostante il veicolo fosse inutilizzabile, mentre ora potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi. Come conseguenza, però, non potranno beneficiare di incentivi o agevolazioni pubbliche per l’acquisto di un nuovo veicolo, né il loro debito con lo Stato sarà cancellato”.
La seconda misura riguarda i veicoli soggetti a richiamo che non hanno subito gli interventi correttivi imposti dalle case automobilistiche. Con un decreto del direttore generale della Motorizzazione civile è stato istituito l’elenco telematico previsto dall’art. 80 bis del nuovo Codice della strada. Le case automobilistiche devono inserire in questo database tutte le auto richiamate non portate in officina entro 24 mesi dall’avvio della campagna di richiamo. L’elenco, attivo entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto, sarà consultabile dai cittadini attraverso il Portale dell’automobilista o mediante apposita applicazione mobile.
“Si tratta di una novità molto importante sul fronte della sicurezza stradale”, sottolinea ancora Davide Galli. “Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali, con la conseguenza che migliaia di proprietari circolano a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose. Grazie a questo database cittadini e organi di polizia potranno verificare se un veicolo non è stato sottoposto alla prevista campagna di richiamo, e per i trasgressori sono previste salate sanzioni: fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata, 173 euro per i proprietari che circolano con un’auto inserita nell’elenco”.
Con queste due misure, le autorità intendono ridurre degrado urbano e rischi stradali, dando strumenti chiari a cittadini, enti locali e forze dell’ordine per monitorare e intervenire su veicoli abbandonati o potenzialmente pericolosi.