
L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con attacchi e rappresaglie che hanno coinvolto Iran, Israele, Iraq, Giordania, Cipro e diversi Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, sta generando crescenti preoccupazioni nel settore della riassicurazione. Tuttavia, secondo Standard & Poor's, la solidità patrimoniale delle compagnie appare sufficiente a contenere l’impatto sul merito di credito.
La chiusura di aeroporti internazionali e le interruzioni del traffico marittimo — inclusi i timori per un possibile blocco dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per circa il 20% delle spedizioni globali di petrolio e gas — hanno già provocato perdite economiche rilevanti.
“Il bilancio umano continua ad aggravarsi e le ripercussioni economiche sono già significative”, osserva S&P in un recente report, evidenziando che le perdite assicurate potrebbero essere consistenti, anche se l’impatto complessivo per la riassicurazione resta altamente incerto e dipenderà dalla durata, dall’intensità e dall’evoluzione del conflitto.
“Considerata l’estrema fluidità della situazione, l’evoluzione delle perdite potrebbe svilupparsi nell’arco di settimane o persino mesi”, aggiunge l’agenzia, sottolineando la necessità di un attento monitoraggio nei prossimi mesi.
Nonostante le criticità, S&P evidenzia come il settore globale della riassicurazione sia entrato nel 2026 con una base patrimoniale solida, sostenuta da buone performance tecniche e da rendimenti finanziari consistenti. La robustezza del capitale rappresenta quindi un elemento chiave di resilienza anche in scenari di forte stress geopolitico.
Restano tuttavia esposte diverse linee di business specialistiche — marine, aviation, energy, political violence, terrorism e cyber — oltre alle coperture property nelle aree coinvolte e alle polizze legate all’interruzione della supply chain o dei flussi commerciali.
“Gli assicuratori marittimi hanno già iniziato a revocare le coperture per il rischio guerra applicabili alle aree interessate dal conflitto, inclusi il Golfo Persico e le acque limitrofe. I riassicuratori con un’ampia presenza geografica e un’esposizione significativa ai mercati specialty in Medio Oriente sono quelli più probabilmente coinvolti”, precisa S&P.
L’agenzia conclude richiamando l’elevato grado di incertezza legato all’estensione e alla durata della crisi:
“Indipendentemente dalla durata del conflitto, prevediamo il permanere di rischi politici elevati. Tra i possibili effetti indiretti vi sono tensioni nei mercati delle materie prime, in particolare petrolio e gas; interruzioni delle catene di approvvigionamento; nuove pressioni inflazionistiche; rallentamento della crescita economica e maggiore volatilità dei mercati finanziari”.