
Il mercato automobilistico europeo apre il 2026 con un segnale di consolidamento. Nel primo trimestre le immatricolazioni nell’Unione europea crescono del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre a marzo il balzo è più marcato e raggiunge il +12,5%, con 1.158.316 nuove unità registrate.
È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dall’ACEA, che delineano un settore in fase di riequilibrio tra motorizzazioni tradizionali e nuove tecnologie.
Allargando lo sguardo all’area che comprende EFTA e Regno Unito, la crescita complessiva si attesta all’11,1% nel mese e al 4,1% nel trimestre, segnalando una ripresa diffusa pur con dinamiche differenti tra i vari mercati nazionali.
Tra i principali Paesi europei, l’Italia registra un incremento del 7,6% a marzo e del 9,2% nel trimestre, mentre la Spagna accelera rispettivamente dell’11,7% e del 7,6%. La Francia mostra una dinamica più contrastata, con un +12,9% mensile ma un calo cumulato del 2,1% nei tre mesi. La Germania si conferma tra i mercati più dinamici con un +16% a marzo e +5,2% nel trimestre.
Sul fronte dei gruppi industriali, emerge la crescita di Stellantis, che nel primo trimestre segna un aumento delle vendite dell’8,5% nell’Unione europea, portando la quota di mercato al 17,3%. Più contenuta la performance del Volkswagen Group, che cresce del 2,5% ma vede ridursi la propria quota al 26,4%. In calo invece Renault Group, con un -8,4% e una quota al 10,1%. Tra i premium, Mercedes-Benz Group registra un +4% con quota stabile al 4,8%, mentre BMW Group cresce del 5,2%, salendo al 6,7%.
Il dato più rilevante riguarda però la trasformazione della domanda. Le auto elettriche a batteria raggiungono il 19,4% del mercato UE, con 546.937 immatricolazioni, confermando una crescita strutturale del segmento. L’Italia segna un aumento particolarmente marcato (+65,7%), seguita da Francia (+50,4%) e Germania (+41,3%), mentre il Belgio registra un lieve arretramento.
In parallelo, gli ibridi plug-in crescono fino al 9,5% di quota, trainati soprattutto da Italia (+110%) e Spagna (+74%). Le ibride tradizionali si confermano la tecnologia dominante con il 38,6% del mercato, consolidando una fase di transizione più che di sostituzione immediata.
Sul versante opposto, le motorizzazioni tradizionali continuano a perdere terreno: le auto a benzina scendono del 18,2% con una quota al 22,6%, mentre il diesel cala del 15,7% fermandosi al 7,7%. Particolarmente marcata la contrazione in Francia, dove la benzina registra un arretramento del 40%.
Il quadro complessivo restituisce un mercato europeo in crescita, ma sempre più polarizzato tra transizione elettrica, ibridazione diffusa e progressivo arretramento dei motori tradizionali, in una fase in cui l’equilibrio tra domanda, regolazione e industria appare ancora in evoluzione.