
La smart city convince, ma a condizioni precise. In Italia, la maggioranza dei cittadini guarda con favore all’uso della tecnologia per migliorare traffico e sicurezza stradale, pur indicando una priorità chiara: prima degli investimenti digitali, servono infrastrutture adeguate. È quanto emerge da una survey Nielsen commissionata da Prima Assicurazioni.
Secondo l’indagine, il 57,4% degli italiani considera prioritario investire in soluzioni digitali per la mobilità urbana. Semafori intelligenti, sensori e sistemi di monitoraggio del traffico vengono percepiti come strumenti utili per rendere gli spostamenti più efficienti e ridurre il rischio di incidenti.
Nel dettaglio, il 30,1% degli intervistati associa queste tecnologie a un miglioramento concreto della gestione del traffico, mentre il 27,3% ne riconosce soprattutto il valore in termini di sicurezza stradale. Un segnale di apertura verso l’innovazione, che viene valutata positivamente quando si traduce in benefici immediati nella vita quotidiana.
Accanto a questo consenso, emerge però una richiesta altrettanto netta. Il 25,9% degli italiani ritiene che prima di introdurre nuove tecnologie sia necessario intervenire su manutenzione stradale, segnaletica e qualità delle infrastrutture. Un quarto del campione, quindi, sposta l’attenzione dalla digitalizzazione alla condizione fisica delle città.
A completare il quadro, l’11,7% richiama il ruolo dei comportamenti individuali, sottolineando come traffico e sicurezza dipendano anche dallo stile di guida e dal rispetto delle regole. Una quota residuale, pari al 5%, non esprime invece una posizione definita sul tema.
La fotografia che emerge è quella di una disponibilità all’innovazione non in discussione, ma condizionata dalla concretezza. La smart city viene accettata e, in parte, attesa, purché non resti un concetto astratto e si traduca in benefici tangibili: meno traffico, meno incidenti, tempi di percorrenza più prevedibili.
Andrea Balestrino, Country Manager Italia di Prima Assicurazioni, interpreta il dato come indicazione di equilibrio tra innovazione e bisogni quotidiani. “I dati raccontano che gli italiani vogliono innovazione e vedono nella tecnologia una leva utile per rendere gli spostamenti più fluidi e sicuri”, ha dichiarato. “Allo stesso tempo emerge una richiesta chiara: la smart city funziona davvero quando dialoga con i bisogni concreti delle persone, dalla qualità delle infrastrutture al rispetto delle regole alla guida”.