
Un sistema basato su identità sottratte e contratti assicurativi alterati per abbassare artificialmente il costo delle polizze auto. È questo il quadro ricostruito nell’aula del tribunale di Cuneo, dove sono a processo due imputati per sostituzione di persona e frode assicurativa.
Il meccanismo, scrive La Stampa, si basava su una promessa di risparmio sull’Rc Auto. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero contattato automobilisti proponendo premi più bassi rispetto al mercato, costruiti però su un presupposto illecito: l’utilizzo dei dati anagrafici di persone ignare, residenti in zone con tariffe assicurative più vantaggiose e classi di merito più elevate.
In questo modo, le compagnie assicurative ricevevano documentazione apparentemente regolare, mentre i contratti risultavano intestati a soggetti diversi dai reali proprietari dei veicoli.
Chi aderiva alla proposta pagava un premio inferiore alla media, ma si trovava di fatto in possesso di una polizza non autentica.
Parallelamente, le vittime del furto d’identità risultavano intestatarie di contratti relativi a veicoli mai posseduti.
Secondo quanto ricostruito dal consulente antifrode di una compagnia costituitasi parte civile, alle agenzie venivano trasmessi documenti manipolati: da un lato i dati di un intestatario “virtuoso”, dall’altro quelli del reale utilizzatore del mezzo. Un passaggio che consentiva di abbattere significativamente il premio assicurativo, come nel caso di un Ford Transit assicurato a 229 euro invece dei 1.047 euro previsti per un profilo standard.
Il procedimento è stato aggiornato al 16 giugno, data in cui sono attese le ultime testimonianze di accusa e difesa.