
L’Italia chiude il 2025 con un saldo commerciale positivo di 50,7 miliardi, in aumento rispetto ai 48,3 miliardi registrati nel 2024, confermando la resilienza delle esportazioni nonostante le sfide globali. Secondo i dati diffusi dall’Istat, il deficit energetico scende a 46,9 miliardi, dai 54,3 miliardi dell’anno precedente, mentre l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, pur elevato, si riduce a 97,7 miliardi rispetto ai 102,6 miliardi del 2024.
A dicembre 2025, la crescita congiunturale delle esportazioni è stata modesta (+0,3%), con un leggero aumento dell’export extra-Ue (+1,9%) e una flessione verso l’area Ue (-1,1%). Le importazioni, invece, hanno segnato un incremento contenuto dello 0,1% su base mensile. Nel quarto trimestre, la dinamica è stata negativa per entrambe le grandezze: export -1,4% e import -0,2% rispetto al trimestre precedente.
Su base annua, le esportazioni italiane crescono del 4,9% in valore e del 3,6% in volume, sostenute sia dai mercati Ue (+4,7%) sia da quelli extra-Ue (+5,1%). Le importazioni aumentano del 3,4% in valore, con il contributo principale proveniente dai paesi Ue (+7,1%), mentre calano dai paesi extra-Ue (-1,1%). Tra i settori che trainano la crescita dell’export spiccano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+27,8%) e mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+25,2%), mentre coke e prodotti petroliferi raffinati segnano un calo del 31%.
La Svizzera emerge come il partner che contribuisce maggiormente alle vendite italiane (+41,7%), seguita dai paesi ASEAN (+48,0%), Polonia (+18,9%), Francia (+5,4%) e Spagna (+8,4%). In flessione le esportazioni verso Turchia (-17,0%), Regno Unito (-8,7%), Paesi Bassi (-9,7%) e Belgio (-8,9%). Per l’intero anno, il settore farmaceutico e chimico-medicinale (+28,5%), i metalli (+9,8%), i mezzi di trasporto (+11,6%) e i prodotti alimentari e bevande (+4,3%) risultano i principali motori della crescita.
Il saldo commerciale di dicembre raggiunge 6.037 milioni, in aumento rispetto ai 5.147 milioni del 2024, con il deficit energetico in calo a 3.755 milioni. I dati confermano che la solidità dell’export non energetico e la minore dipendenza energetica rafforzano la posizione commerciale dell’Italia, mentre il sistema produttivo continua a sostenere le vendite estere e a migliorare il bilancio energetico.