
Milano ha ospitato l’evento “Automotive 2026, La svolta è adesso. Non c'è più tempo!”, promosso da #FORUMAutoMotive, il movimento ideato dal giornalista Pierluigi Bonora per discutere il futuro della mobilità a motore in Europa.
Al centro dei lavori, la criticità del mercato automotive europeo, la crescita dei brand cinesi, l’impatto occupazionale della crisi e le recenti evoluzioni del pacchetto auto della Commissione UE. Bonora ha aperto i lavori sottolineando: “Sono anni che #FORUMAutoMotive insiste sulla scelleratezza ideologica delle imposizioni di Bruxelles… I fatti ci hanno dato ragione. Il settore ha espresso un messaggio univoco: non c'è più tempo, occorre una svolta, adesso”.
Emanuele Cordone, Partner di AlixPartners, ha illustrato i dati dello studio Global Automotive Outlook: il mercato europeo nel 2025 ha registrato volumi stagnanti, con l’Italia in lieve calo (-2% rispetto al 2024), mentre i produttori cinesi continuano a guadagnare quote. “Il quadro per l'industria occidentale resta particolarmente sfidante: i produttori cinesi guadagnano quote di mercato a discapito dei costruttori europei e la filiera sarà sotto pressione anche dall’arrivo di fornitori cinesi abituati a operare con strutture snelle, rapidità ed efficienza, facendo leva sull’intelligenza artificiale”, ha evidenziato Cordone.
Il dibattito ha visto interventi di rappresentanti istituzionali e industriali. Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia, ha ricordato: “Serve una strategia europea che consenta di produrre in maniera profittevole. Se perdiamo la capacità europea di produrre, perdiamo capacità tecnologica anche in altri settori”. Marco Bonometti, Presidente e AD di OMR Automotive, ha aggiunto: “La Cina è avanti diversi anni. Se non cambiamo le regole, il settore dell’auto non avrà futuro in Europa. Il Green Deal è stato un fallimento nei metodi”.
Ferdinando Uliano, Segretario Generale FIM-CISL, ha sottolineato l’urgenza di interventi regolatori: “Servono deroghe al quadro attuale per salvare il comparto e tutelare occupazione e filiera”.
Il confronto ha toccato anche aspetti normativi ed energetici. Paolo Borchia, Eurodeputato, ha evidenziato la complessità legislativa europea: “Dal 2019 stiamo vivendo una metamorfosi normativa aggressiva e invasiva che penalizza l’industria”. Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia in Commissione TRAN, ha rimarcato la necessità della neutralità tecnologica: “Non c'è più tempo per le mezze misure, serve compattezza del settore”. Massimo Artusi, Presidente di Federauto, ha richiamato la centralità dei tre pilastri: “Economicità, disponibilità e ambiente: se uno viene meno bisogna compensare con gli altri”.
Diversi rappresentanti di settore hanno ribadito la fragilità industriale e la necessità di un approccio pragmatista: Fabio Pressi, Presidente Motus-E, ha sottolineato che “la transizione ecologica si può vincere solo con dialogo e innovazione, senza cercare nemici”, mentre Andrea Taschini, Advisor Automotive, ha ammonito: “L’auto elettrica resta indifferenziata e non siamo competitivi rispetto ai produttori cinesi”. Mario Verna, Manager Automotive, ha evidenziato le difficoltà operative: “Aumentano i player, i costi e i punti vendita in un sistema in contrazione”.
A conclusione, Pierluigi Bonora ha consegnato il “Premio speciale #FORUMAutoMotive 2026” a Maria Conti, Chief Communication Ferrari, riconoscendo la sua carriera ventennale e la capacità di innovare la comunicazione del Cavallino rampante. L’evento ha confermato come la filiera europea dell’auto, unita e compatta, chieda all’Europa interventi concreti e rapidi, mettendo al centro pragmatismo, strategia industriale e neutralità tecnologica.