
Il settore assicurativo europeo, che gestisce circa 9.500 miliardi di euro investiti nell’economia del continente e rappresenta oltre il 30% dei leader mondiali del ramo, chiede a gran voce una semplificazione normativa concreta.
Alla vigilia del Consiglio europeo di marzo, Insurance Europe ha consegnato ai leader comunitari un messaggio chiaro: la semplificazione non può restare uno slogan, ma deve tradursi in misure misurabili capaci di aumentare la competitività e la capacità di investimento del settore.
L’associazione denuncia come l’accumulo di obblighi regolatori frammentati e spesso ridondanti non pesi solo sui bilanci delle imprese, ma si trasferisca inevitabilmente su famiglie e imprese, sottraendo capitale a transizioni cruciali – energetica, digitale e difensiva – che l’Europa dichiara di voler sostenere. Con il 70% degli investimenti concentrati all’interno dell’UE, ogni eccesso burocratico diventa un ostacolo diretto alla competitività europea.
La proposta di Insurance Europe si articola su due livelli. Il primo riguarda ciò che sarebbe meglio evitare: il ritiro della proposta FiDA sull’accesso ai dati finanziari e la sospensione di un’armonizzazione minima degli schemi nazionali di garanzia assicurativa, giudicate misure premature o sproporzionate rispetto ai benefici attesi. Il secondo livello riguarda interventi correttivi sulle norme già vigenti, raccolti in un “Financial Services Omnibus” capace di operare come riforma organica. In questo pacchetto rientrano la richiesta di una pausa nell’attuazione della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle assicurazioni (IRRD), aggiustamenti mirati a Solvency II senza riaprire l’accordo politico appena raggiunto, semplificazioni della Tassonomia Verde europea per alleggerire gli oneri di rendicontazione e razionalizzazioni delle sovrapposizioni generate dal DORA sulla resilienza operativa digitale.
Frédéric de Courtois, Presidente di Insurance Europe, ha dichiarato: “Preservare la leadership strategica degli assicuratori europei significa preservare la leadership dell’Europa. Ogni regola inutile ha un costo per famiglie, imprese e investimenti di cui l’Europa ha urgente bisogno. I leader europei hanno ora l’occasione di dimostrare che competitività e semplificazione non sono solo slogan”.