
La seconda wave dell’Osservatorio Look to the Future di Athora Italia, condotta da Nomisma, ha messo in luce un dato tanto chiaro quanto preoccupante: la scarsa conoscenza delle polizze assicurative da parte degli italiani rappresenta il principale freno a scelte consapevoli e informate.
Solo il 30% della popolazione dichiara di conoscere bene le polizze, mentre il 68% ammette di avere una comprensione solo parziale. Le coperture più note sono quelle legate a bisogni concreti e quotidiani come casa, salute e pensione, tutte con livelli di notorietà superiori al 90%. Tuttavia, quando si entra nel campo delle polizze vita con contenuto finanziario, la conoscenza crolla al 46%, segno che questi prodotti faticano ancora a entrare nelle scelte delle famiglie italiane.
E proprio la famiglia continua a essere il centro decisionale: il 50% degli intervistati prende decisioni assicurative insieme al partner o ad altri familiari, mentre il 44% decide in autonomia.
Le opinioni sulle polizze sono spesso contrastanti: se il 51% riconosce l’utilità delle coperture per danni e infortuni, le polizze con componente finanziaria dividono. Il 18% le considera sicure, il 25% vantaggiose, un altro 25% le ritiene rischiose, l’8% le giudica superflue e circa un quarto degli intervistati non sa esprimere un’opinione. Questo dato, più di ogni altro, evidenzia la necessità di rafforzare l’educazione finanziaria nel nostro Paese.
Le motivazioni che spingono alla sottoscrizione variano in base alla tipologia di polizza: per quelle danni, infortuni e malattia prevalgono esigenze di protezione e tranquillità, mentre per le soluzioni a contenuto finanziario o previdenziale le scelte sono guidate da logiche più articolate, come l’integrazione della pensione pubblica (58%), l’investimento (45%), i vantaggi fiscali (41%) e la pianificazione di spese future (33%). Sul fronte distributivo, la bancassurance si conferma il canale principale per la sottoscrizione delle polizze vita, con il 42% delle preferenze, seguita da agenzie assicurative e consulenti finanziari.
Anche le procedure di sottoscrizione avvengono prevalentemente in filiale, a conferma della centralità della relazione personale nel processo decisionale. Un altro elemento interessante riguarda i servizi integrativi, che rappresentano un fattore chiave per aumentare il valore percepito delle polizze vita a contenuto finanziario: il 56% dei potenziali sottoscrittori li considera un elemento determinante.
Tra i servizi più richiesti spiccano le coperture sanitarie (53%), la protezione in caso di perdita di autosufficienza (41%), la consulenza finanziaria (35%) e i servizi di pianificazione pensionistica e successoria (29%).
Jozef Bala, amministratore delegato di Athora Italia, ha commentato: “La ricerca avvalora ancora di più la nostra strategia di posizionamento nella bancassurance, canale sul quale stiamo investendo molto come testimoniano i recenti accordi esclusivi con alcune importanti banche del territorio. Ma occorre lavorare ancora per colmare il divario informativo evidenziato dall’Osservatorio, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza e l’utilità delle polizze vita. Per questo supportiamo da tempo e concretamente progetti di educazione finanziaria che coinvolgono la popolazione a partire dai più giovani. Solo così potremo mettere le famiglie di domani nelle condizioni di compiere scelte assicurative consapevoli, tutelando al meglio i loro risparmi e il loro futuro”.