
Il Medicare Advantage, il programma che copre oltre la metà degli anziani americani, si trova di nuovo al centro delle polemiche politiche. Il Wall Street Journal scrive che dopo l’annuncio di un quasi congelamento dei pagamenti governativi, con un aumento previsto dello 0,09% per il prossimo anno rispetto al 5,06% di quest’anno, ben al di sotto dell’inflazione medica.
Gli analisti osservano: “È un anno elettorale, i politici hanno bisogno di qualcuno da incolpare per i premi in aumento, e le assicurazioni private sono il bersaglio più vicino”. Nato nel 1997 per introdurre concorrenza e migliorare le cure, il programma premia chi gestisce efficacemente i costi offrendo vantaggi supplementari, ma è finito sotto accusa per pratiche come l’upcoding e presunti pagamenti eccessivi. I tagli rischiano impatti concreti: deducibili più alti, servizi ridotti, piani eliminati e reti più strette.
Tim Noel, Ceo di UnitedHealthcare, avverte che il congelamento comporterebbe “riduzioni molto significative dei benefici”, mentre Gail Boudreaux di Elevance segnala che “le leve a nostra disposizione sono i benefici, le reti, i premi e l’uscita da alcune aree”. Dietro la controversia c’è l’incapacità del Congresso di affrontare inefficienze e frodi di Medicaid e Medicare tradizionale, con la politica che preferisce colpire un programma popolare che premia la gestione efficace dei costi, a scapito dei milioni di senior che ne dipendono.