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PMI italiane, l’internazionalizzazione passa dalle M&A: nel 2025 meno operazioni ma strategie più mature

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Mercoledì, 28 Gennaio, 2026 - 09:39
Autore: Gillespie

Le piccole e medie imprese italiane continuano a muoversi con decisione oltre i confini nazionali, anche in un contesto globale che non concede molte certezze. L’aggiornamento 2025 della ricerca “M&A: crossborder per ’internazionalizzazione” di Grant Thornton, presentato al Convegno M&A 2026 di AIFI, racconta un mercato che cambia pelle: meno operazioni, sì, ma con una qualità e una consapevolezza strategica che non passano inosservate. 

Il dato più immediato è quello delle 38 operazioni concluse nel 2025, in calo rispetto alle 48 del 2024. Una flessione del 21% che, però, non va letta come un segnale di debolezza. Al contrario, riflette un doppio movimento: da un lato la fisiologica contrazione del mercato M&A già rilevata dagli analisti, dall’altro un fenomeno più interessante, quasi controintuitivo. 

Molte imprese che negli ultimi anni hanno spinto sull’acceleratore delle acquisizioni hanno ormai superato la soglia dimensionale delle PMI, entrando nel perimetro delle grandi aziende. In altre parole, il calo delle operazioni è anche il risultato del successo delle strategie precedenti. Si assiste così a un ricambio naturale degli attori: chi ha usato le M&A come leva di crescita ora gioca in un’altra categoria, lasciando spazio a nuove realtà pronte a intraprendere lo stesso percorso. 

Sul fronte geografico, il 2025 segna uno spostamento netto delle direttrici di investimento. Se nel 2024 il baricentro era il triangolo Spagna–UK–Francia, oggi lo sguardo delle PMI italiane si allarga e si fa più ambizioso. Gli Stati Uniti restano la destinazione extra-UE più attrattiva, complice un mix di politiche protezionistiche e leadership nei settori tecnologici avanzati. Le operazioni concluse oltreoceano confermano che il mercato nordamericano continua a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca innovazione e valore aggiunto. 

In Europa, invece, accanto ai mercati tradizionali emergono nuovi hub strategici. La Svizzera attira investimenti nel tech e nel medicale, i Paesi Bassi si confermano terreno fertile per software e data management, mentre l’Irlanda rafforza il suo ruolo nei comparti cybersecurity e farmaceutica. Non manca, infine, un interesse crescente verso mercati extra-UE considerati emergenti o strategici, con operazioni registrate in Egitto, Cile, Cina e Australia. Sul piano settoriale, il 2025 segna un passaggio simbolico ma significativo: la tecnologia supera l’industria come motore principale dell’internazionalizzazione. Software, cybersecurity e piattaforme digitali guidano la classifica delle acquisizioni, segno che le PMI italiane hanno compreso quanto sia urgente integrare competenze digitali avanzate per restare competitive. Il settore industriale, comunque, non arretra: macchinari e componenti continuano a rappresentare un pilastro del Made in Italy, impegnato a consolidare la propria presenza produttiva e tecnologica all’estero. In definitiva, il quadro che emerge è quello di un ecosistema imprenditoriale che, pur tra oscillazioni e nuove complessità, mantiene una chiara volontà di crescere fuori dai confini nazionali. Meno operazioni, forse, ma più mirate, più mature e più allineate alle trasformazioni dei mercati globali.

Tag: 
M&A
Grant Thornton

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