
Il dossier sulla strage di Capodanno a Crans-Montana sta assumendo un peso crescente sul fronte civile, mentre il Tribunale di Sion valuta la possibile scarcerazione di Jacques Moretti, accusato di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio doloso. Parallelamente, l’attenzione delle famiglie delle vittime si concentra sulle coperture assicurative, ritenute inadeguate rispetto alla gravità dell’evento.
L’avvocato ginevrino Romain Jordan, che rappresenta oltre venti famiglie, ha confermato l’intenzione di avviare un’azione di responsabilità civile contro lo Stato e il Comune di Crans-Montana, spiegando che “abbiamo già iniziato a lavorare su una domanda di risarcimento… presenteremo una causa civile e quantificheremo i danni nel momento opportuno”. Secondo il legale, una parte significativa dei costi potrebbe ricadere sull’ente comunale qualora venissero accertate carenze nelle misure di sicurezza.
A complicare ulteriormente il quadro è la conferma di Axa Suisse, assicuratore del bar “Le Constellation” e del Comune, secondo cui le polizze per incidenti e incendi prevedono “una somma assicurata limitata”, insufficiente a coprire i danni derivanti da un evento che ha provocato 40 morti e oltre cento feriti gravi. La compagnia ha precisato che i contratti rispettavano gli standard di mercato, ma ha riconosciuto che gli importi non sono commisurati alla portata della tragedia.
Axa conferma di voler rispettare gli obblighi assicurativi ma riconosce che i massimali, tra 10 e 20 milioni di franchi, non copriranno tutti i danni e propone un tavolo di confronto coordinato dalla Confederazione. Resta da definire chi dovrà rispondere economicamente per una tragedia avvenuta in un locale privo di adeguate misure di sicurezza, con il timore, sottolineano fonti legali, che le risorse non bastino a garantire giustizia alle vittime. In questo quadro, il nodo assicurativo appare destinato a diventare il punto centrale del confronto nei prossimi mesi.