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Salvatore Rossi (Ivass): con Solvency II le compagnie devono migliorare la valutazione dei rischi e delle vulnerabilità

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Venerdì, 4 Marzo, 2016 - 06:46
Autore: Gillespie

Il Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’Ivass Salvatore Rossi, è intervenuto in occasione dell’apertura della Conferenza organizzata dall’Istituto sull’avvio di Solvency II con un intervento su “L’avvio di Solvency II. L’attuazione del nuovo regime: questioni aperte, implicazioni per i modelli di business e riflessi sulla comunicazione istituzionale e finanziaria”.

In primo luogo Rossi ha evidenziato il gap culturale che le compagnie italiane devono ancora colmare nel passaggio al nuovo regime di Solvency II. Si tratta di un “profondo cambiamento culturale” che serve alle imprese per passare “dall’approccio statico di Solvency I, basato su dati storici, a quello prospettico di Solvency II”. 

Secondo Rossi, “una vera e propria rivoluzione, come quella affrontata dal settore bancario. Non tutti i componenti dei cda sono sempre pronti e capaci di sostenere un dialogo costruttivo con l’autorità di vigilanza, in particolare nelle imprese di minori dimensioni. Cambiamenti di questa portata richiedono tempo, impegno e, a volte, dolore e sacrifici. Ma è importante perseverare, cercare di progredire ogni giorno - passo dopo passo, ma costantemente - verso l’obiettivo principale: un approccio prospettico nella valutazione dei rischi e delle vulnerabilità. Siamo tutti chiamati a rivedere filosofia e approccio: i supervisori nell’analisi delle segnalazioni di vigilanza; le imprese, ad esempio, nella preparazione dell’Own Risk and Solvency Assessment (ORSA)”.

Con l’arrivo di Solvency II, ha spiegato Rossi, “è fondamentale l’armonizzazione e la convergenza delle prassi di vigilanza a livello europeo”.

Per applicare le best practice è necessario, da parte delle Autorità nazionali di vigilanza, “mettere da parte l’orgoglio nazionale per abbracciare la causa della razionalità e dell’efficienza”. Rossi ha inoltre sottolineato l’importanza di diffondere le pratiche migliori “a prescindere da dove siano state sviluppate”. Bisogna evitare di ripetere gli errori fatti con Solvency I, “con l’armonizzazione minima” che non permetteva un campo di gara livellato e uniforme con conseguenti discriminazioni in materia di protezione degli assicurati tra i vari paesi.

Per quanto riguarda l’attuale contesto di tassi bassi e negativi sul breve termine, Rossi ritiene che sia la sfida più impegnativa da vincere: “Fino a quando le politiche monetarie manterranno i tassi di interesse ai livelli attuali o anche più bassi? Nessuno può dirlo, ogni opinione è legittima. Quello che è certo è che l’intero mondo assicurativo ne è scosso fin nelle fondamenta”.

Tag: 
Solvency II
Ivass

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