
I data center non sono più semplici immobili ad alta intensità tecnologica, ma snodi vitali dell’economia digitale globale, ed è partendo da questa consapevolezza che Willis, società del gruppo WTW, ha annunciato il lancio di un nuovo framework in otto punti dedicato alle infrastrutture digitali, trattando per la prima volta i data center come una vera e propria classe di rischio sistemico.
L’iniziativa, spiega Insurance Business, nasce dalla constatazione che il profilo di rischio di queste strutture è cambiato in modo radicale: oggi sono infrastrutture critiche e interconnesse, alla base dell’intelligenza artificiale, del cloud e di interi settori economici, e proprio per questo sempre meno compatibili con soluzioni assicurative tradizionali basate su coperture singole e standardizzate.
Willis afferma di aver già messo a disposizione oltre 3 miliardi di dollari di capacità assicurativa per grandi progetti hyperscale e stima che il comparto possa generare, nel solo 2026, circa 10 miliardi di dollari di premi.
“I data center sono diventati una componente critica della catena di approvvigionamento globale e, con questa evoluzione, si trovano ad affrontare un numero crescente di rischi complessi e integrati”, ha spiegato George Haitsch, responsabile per il Nord America del settore tecnologia, media e telecomunicazioni di Willis, sottolineando come “un approccio “taglia unica” non sia più sostenibile» e come il mercato debba passare da prodotti isolati a «framework personalizzabili che integrino la mitigazione del rischio fin dalle prime fasi di sviluppo”.
La trasformazione è evidente anche nel modo in cui queste strutture vengono inquadrate: da conti property ad alto massimale si sta passando a portafogli infrastrutturali multi-classe, che attraversano rischi property e di costruzione, cyber risk e rischio politico, lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Il modello a otto punti di Willis è stato pensato proprio per coprire tutte le fasi del rischio, con un’attenzione esplicita alla protezione del bilancio e all’allineamento del capitale, con soluzioni che puntano a ridurre le interruzioni operative e a ottimizzare la resilienza finanziaria.
“Dalla fase di costruzione fino alle operazioni di lungo periodo, stiamo lavorando con alcuni dei più grandi sviluppatori, proprietari, contractor e hyperscaler di data center al mondo”, ha dichiarato Bill Creedon, presidente di Willis Global Construction, aggiungendo che “la velocità di crescita senza precedenti del settore sta rendendo il rischio più sistemico, più interconnesso e più rilevante»e che queste esposizioni «vanno ben oltre il settore tecnologico e richiedono un approccio fondamentalmente diverso, che guardi all’intero ciclo di vita del data center e non solo al collocamento della capacità assicurativa”.
Tra i nodi più delicati messi in evidenza da Willis c’è la sicurezza energetica: con l’aumento della domanda di energia da parte dei campus pronti per l’AI, cresce in modo significativo il rischio di sinistri da business interruption correlata, causati da guasti alla rete, blackout localizzati o interruzioni nelle forniture di carburante. Le coperture dedicate alla business interruption per data center stanno crescendo rapidamente: una recente analisi di mercato ha stimato premi stand-alone per circa 3,9 miliardi di dollari nel 2024, con previsioni di quasi raddoppio entro il 2033, man mano che la dipendenza dall’infrastruttura digitale aumenta e ogni minuto di downtime diventa più costoso.