
Le Regioni del Centro Italia si distinguono per performance superiori alla media nazionale sugli obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030, mentre permangono criticità sulle dimensioni ambientale e istituzionale.
È quanto emerge dal Rapporto Territori ASviS 2025, intitolato “Obiettivi globali, soluzioni locali”, presentato oggi all’Istituto Luigi Sturzo di Roma, con un approfondimento dedicato a Toscana, Marche, Lazio e Umbria, comprese le relative Province e Città metropolitane. L’iniziativa, seconda tappa di un ciclo promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e AXA Italia, mira a fornire agli attori locali strumenti analitici e proposte concrete per pianificare e realizzare politiche più sostenibili.
Pubblicato a dicembre 2025, il Rapporto ASviS analizza l’andamento dei territori italiani rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 tra il 2010 e l’ultimo anno disponibile, attraverso circa cento indicatori statistici. Tra i temi principali figurano decarbonizzazione dei trasporti, dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana, qualità dell’aria, infrastrutture verdi, politiche abitative e coesione sociale.
“Nel Centro Italia emergono segnali contrastanti. Alcune aree mostrano buone performance su economia circolare e parità di genere ma persistono ritardi su imprese e innovazione. Queste differenze indicano uno sviluppo non omogeneo anche all’interno della stessa Regione, per questo è cruciale rafforzare politiche a lungo termine mirate a colmare i divari e accelerare su inclusione, benessere e prosperità nell'interesse delle presenti e future generazioni”, ha sottolineato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS.
I dati evidenziano progressi significativi su parità di genere (Goal 5) e produzione e consumo responsabili (Goal 12), miglioramenti più contenuti su salute, istruzione, energia e lavoro, e segnali di peggioramento per povertà, acqua, disuguaglianze, ecosistemi terrestri e qualità delle istituzioni. Solo le città e comunità sostenibili (Goal 11) mostrano livelli inferiori alla media nazionale, mentre molti altri obiettivi sociali ed economici registrano performance superiori.
“Siamo orgogliosi di essere al fianco di ASviS nella seconda tappa di un percorso ideato per condividere dati solidi, analisi comparabili e indicatori territoriali, sui molteplici aspetti dell’Agenda 2030 che possano orientare le politiche verso un cambiamento positivo concreto. Crediamo nel potenziale dell’Italia e nel valore di un approccio attivo e costruttivo alla sostenibilità. Come settore, vogliamo contribuire non solo con prodotti, ma anche con analisi, prevenzione e gestione del rischio. Lavoriamo insieme a istituzioni, associazioni, mondo della ricerca e società civile per aumentare la consapevolezza delle sfide da affrontare, ma anche delle buone pratiche che potranno rafforzare la resilienza del Paese e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo”, ha aggiunto Letizia D’Abbondanza, Direttore Clienti e Comunicazione Esterna di AXA Italia.
Analizzando i singoli territori, l’Umbria mostra progressi per istruzione (Goal 4), parità di genere (Goal 5), lavoro e crescita economica (Goal 8) e consumo e produzione responsabili (Goal 12), mentre peggiorano povertà (Goal 1), agricoltura e alimentazione (Goal 2), acqua e servizi igienico-sanitari (Goal 6), disuguaglianze (Goal 10), vita sulla terra (Goal 15) e giustizia e istituzioni (Goal 16). La regione raggiunge il 41% degli obiettivi quantitativi analizzati, con peggioramenti per il 28%.
Il Lazio registra miglioramenti su salute (Goal 3), istruzione (Goal 4), parità di genere (Goal 5), energia (Goal 7), lavoro e crescita economica (Goal 8) e consumo e produzione responsabili (Goal 12), mentre peggiorano povertà, acqua, disuguaglianze, vita sulla terra e giustizia. Il 31% degli obiettivi è migliorato, il 31% peggiora.
Le Marche mostrano progressi su salute, istruzione, parità di genere, energia, città e comunità sostenibili e consumo e produzione responsabili, con peggioramenti per povertà, acqua, disuguaglianze, vita sulla terra e giustizia. La regione raggiunge il 34% degli obiettivi, con peggioramenti per il 31%.
La Toscana evidenzia miglioramenti per istruzione, parità di genere, energia, lavoro e crescita economica e consumo e produzione responsabili, mentre peggiorano povertà, agricoltura, acqua, disuguaglianze, vita sulla terra e giustizia. Il 31% degli obiettivi è stato raggiunto, con il 17% in peggioramento.
L’analisi conferma che, nonostante il Centro Italia mostri performance superiori rispetto alla media nazionale su diversi obiettivi sociali ed economici, è necessario rafforzare politiche mirate e strategie sostenibili per ridurre i divari e promuovere uno sviluppo equilibrato, inclusivo e duraturo.