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Anitec-Assinform: il mercato digitale italiano sale a 84,4 miliardi nel 2025, spinta da IA, cloud e cybersecurity

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Giovedì, 2 Luglio, 2026 - 07:22
Autore: Gillespie

Nel 2025 il mercato digitale italiano raggiunge 84,4 miliardi di euro, con una crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente e un ritmo superiore a quello del PIL nazionale. Il dato emerge dal Rapporto “Il Digitale in Italia 2026”, presentato alla Camera da Anitec-Assinform in collaborazione con NetConsulting cube, che fotografa un ecosistema ICT in espansione e sempre più centrale per la competitività del Paese.

La struttura del mercato mostra dinamiche differenziate tra i vari segmenti. I Servizi ICT registrano la crescita più significativa, a 18,8 miliardi di euro (+8,1%), trainati da Intelligenza Artificiale, cybersecurity e cloud. Positivo anche l’andamento di Software e Soluzioni ICT, pari a 9,8 miliardi (+4,1%), e dei Contenuti e Pubblicità Digitale, a 16,9 miliardi (+4,8%). Più contenuto l’incremento dei Dispositivi e Sistemi, che si attestano a 20,6 miliardi (+1,8%), mentre i Servizi di Rete TLC segnano un calo dello 0,7% a 18,3 miliardi, condizionati dalla pressione competitiva.

Particolarmente rilevante l’evoluzione delle tecnologie emergenti. La spesa in Intelligenza Artificiale raggiunge 1,38 miliardi di euro (+47,6%), mentre Big Data & Analytics tocca 2,1 miliardi (+10,4%). In crescita anche l’Internet of Things, che arriva a 5,1 miliardi (+7%). Nel complesso, l’ecosistema ICT italiano conta 132.832 imprese e 638.150 addetti, con 10.754 startup e PMI innovative attive nel primo semestre 2026.

Il Rapporto sottolinea come il digitale si stia consolidando come leva strutturale di competitività, produttività e sicurezza in uno scenario caratterizzato da instabilità geopolitica, volatilità energetica e competizione tecnologica. L’Intelligenza Artificiale generativa, l’accelerazione degli investimenti legati al PNRR e il rafforzamento della cybersecurity rappresentano i principali driver del mercato, mentre il cloud si conferma infrastruttura di riferimento per l’intero sistema.

Nel triennio 2026-2029 è attesa una crescita media annua del settore pari al 3,6%, con una progressiva transizione verso un modello digital first basato sull’integrazione tra dati, IA, sicurezza e cloud. La sfida indicata riguarda la capacità di trasformare gli investimenti in valore diffuso, completando la digitalizzazione del Paese e riducendo i divari territoriali tra aree più avanzate e territori meno sviluppati.

La trasformazione digitale attraversa in modo trasversale tutti i comparti economici. Il settore bancario e assicurativo accelera su IA, cloud e cybersecurity, mentre il manifatturiero investe in robotica, Industrial IoT, automazione e digital twin. Utilities ed energia integrano sempre più digitale e transizione energetica, mentre pubblica amministrazione e sanità continuano a essere sostenute dai progetti PNRR su cloud, interoperabilità, identità digitale, telemedicina e Fascicolo Sanitario Elettronico.

Un ruolo crescente è attribuito ai Digital Enabler e Digital Transformer, considerati tra i segmenti più dinamici del mercato, con una crescita stimata dell’11,7% annuo fino al 2029. IA, cloud e cybersecurity guidano lo sviluppo, mentre blockchain, big data e tecnologie wearable seguono traiettorie di consolidamento e progressiva diffusione.

L’Intelligenza Artificiale si conferma il principale acceleratore della nuova fase digitale, con applicazioni che spaziano dalla produzione di contenuti ai sistemi conversazionali, fino a soluzioni agentiche in grado di coordinare processi in modo autonomo. In parallelo cresce l’infrastruttura tecnologica con data center, server GPU based, edge computing e IoT, rafforzando il ruolo dell’Italia come potenziale hub europeo per data center e supercalcolo.

La cybersecurity assume una centralità crescente. La spesa del comparto raggiunge 2,24 miliardi di euro, in aumento del 12%, spinta dall’incremento degli attacchi informatici e dall’utilizzo dell’IA da parte dei cyber criminali. Il risultato è un rafforzamento degli investimenti in governance, resilienza e protezione delle infrastrutture digitali.

Massimo Dal Checco, presidente di Anitec-Assinform, ha dichiarato: "La trasformazione digitale si conferma una leva strategica per migliorare efficienza, qualità dei servizi, capacità amministrativa e competitività del Paese. I finanziamenti PNRR, ormai conclusi con la fine di giugno, sono stati un ottimo trampolino per migliorare il nostro apparato tecnologico. L’Italia ha bisogno di un vero piano industriale per il digitale. Una visione di lungo periodo, costruita insieme, istituzioni e imprese. Gli incentivi devono sostenere in modo semplice e accessibile chi investe in tecnologie e competenze, riconoscendo il digitale per quello che è: una leva di competitività, non una spesa da contenere. Il Paese deve saper governare gli asset strategici digitali, dalle infrastrutture ai dati fino alle tecnologie, a partire dall’IA, per garantire sicurezza, indipendenza e sviluppo economico. La vera sfida non riguarda più la capacità di adottare innovazione, ma quella di governarla e trasformarla in vantaggio industriale duraturo", ha dichiarato Massimo Dal Checco, presidente di Anitec-Assinform.

Tag: 
Anitec-Assinform

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