
Bastano due giorni, a volte, per riscrivere le previsioni economiche. È quanto accaduto nei primi giorni di marzo, quando i dati rilevati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno mostrato un'accelerazione dei prezzi dei carburanti più rapida di quanto gli analisti si aspettassero.
Il gasolio self service ha varcato stabilmente la soglia dei due euro al litro in molte regioni italiane, mentre la benzina si è assestata in una forchetta tra 1,78 e 1,82 euro. Nel giro di pochi giorni, il diesel ha segnato un incremento superiore al sei per cento, portandosi oltre i massimi degli ultimi otto mesi.
A tracciare il quadro è l'associazione dei consumatori Codici, che ha elaborato le rilevazioni dell'Osservatorio Prezzi Carburanti del MIMIT per misurare l'impatto reale su inflazione e bilanci domestici.
Rispetto al primo monitoraggio del 6 marzo — quando benzina self e diesel self si attestavano rispettivamente a 1,749 e 1,875 euro al litro — la corsa al rialzo non si è fermata. Anzi.
Le stime aggiornate di Codici indicano che l'inflazione nel mese di marzo potrebbe toccare una soglia compresa tra l'1,3 e l'1,5 per cento, contro l'1,2 per cento previsto appena pochi giorni prima. Un dato che, tradotto in termini concreti, significa per le famiglie italiane una spesa mensile aggiuntiva fino a 45 euro. Su base annua, qualora la dinamica dovesse consolidarsi, la perdita complessiva di potere d'acquisto è stimata tra i 300 e i 540 euro.
Il meccanismo di trasmissione è ben noto agli economisti, ma non per questo meno preoccupante. Il gasolio è il carburante su cui viaggiano le merci italiane: ortofrutta, latte, carne, pane, prodotti lattiero-caseari. Quando il costo del trasporto sale, i prezzi al consumo seguono, con un ritardo di settimane ma con una certa inesorabilità. Le elaborazioni dell’associazione consumatori Codici prevedono che entro fine marzo i beni alimentari potrebbero registrare aumenti tra lo 0,5 e l'1,5 per cento, con effetti particolarmente visibili sui prodotti freschi.
Sullo sfondo, come una variabile che condiziona tutto il resto, c'è l'escalation delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti, Israele e Iran. I mercati energetici scontano da mesi l'incertezza di una crisi non risolta, e la maggior parte degli osservatori economici internazionali non vede segnali di distensione a breve termine. In uno scenario di instabilità prolungata, le proiezioni elaborate da Codici disegnano un orizzonte tutt'altro che rassicurante: inflazione annua tra il 2 e il 2,5 per cento nei prossimi mesi, prezzi dei carburanti stabili o in ulteriore crescita, beni di largo consumo con rincari tra il 2 e il 4 per cento entro la primavera. Il conto finale per le famiglie potrebbe aggirarsi tra i 400 e i 700 euro in più all'anno.
È una dinamica che il settore assicurativo osserva con attenzione. L'erosione del potere d'acquisto comprime inevitabilmente la capacità delle famiglie di mantenere coperture adeguate, mentre l'aumento dei costi energetici e dei materiali si riflette già da tempo sui sinistri nel ramo auto e property. La geopolitica, insomma, non è più una questione lontana: entra nelle case, nelle auto e nei portafogli degli italiani con la stessa concretezza di uno scontrino alla cassa.