
Il mercato dell’Extended Reality continua a evolversi rapidamente, trainato da nuovi dispositivi, piattaforme software più mature e dall’integrazione crescente con l’intelligenza artificiale. Tuttavia, a fronte di un’offerta in forte espansione, l’adozione da parte delle imprese procede ancora con cautela.
È il quadro che emerge dalla ricerca dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience del Politecnico di Milano, presentata oggi durante il convegno “XR & AI per potenziare il business: chi sperimenta va oltre”.
Il 2025 è stato un anno di forte dinamismo sul fronte dell’offerta. Nel corso dell’anno sono stati lanciati 17 nuovi dispositivi tra visori per la realtà virtuale e mista e smart glasses, portando a 93 il numero complessivo di soluzioni XR disponibili sul mercato globale.
Tra le novità più rilevanti si segnala anche l’introduzione del sistema operativo Android XR e l’ingresso sempre più strutturale dell’intelligenza artificiale nelle architetture di questi dispositivi.
“L’evoluzione delle tecnologie sta dando vita a dispositivi più performanti e confortevoli”, afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile scientifico dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience. “Si affacciano sul mercato nuovi player e nascono i primi dispositivi in cui l’AI non è più solo una funzionalità aggiuntiva ma una componente strutturale del sistema XR. L’introduzione di Android XR potrebbe inoltre contribuire a ridurre la frammentazione dell’ecosistema, favorendo la diffusione di applicazioni compatibili con diversi dispositivi”.
Nonostante questa vivacità dell’offerta, l’utilizzo delle tecnologie immersive nelle aziende resta ancora limitato. In Italia, dal 2020 a oggi, sono stati individuati 735 progetti di Extended Reality annunciati pubblicamente: 290 in ambito B2b e B2e, a supporto dei processi aziendali e della forza lavoro, e 445 nel segmento B2c, rivolto ai consumatori finali. Nei contesti business emergono applicazioni più mature, mentre molte iniziative B2c restano ancora sperimentali.
“A fronte di un’offerta tecnologica in rapida evoluzione, l’adozione delle soluzioni XR da parte delle aziende rimane ancora contenuta”, osserva Claudio Conti, Direttore dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience. “Nel B2b/B2e si osservano casi d’uso consolidati, ad esempio nella formazione, nel supporto alla forza lavoro sul campo e nelle attività di design e prototipazione. Nel B2c, invece, molte iniziative mantengono un carattere ancora sperimentale”.
Eppure, le imprese che hanno già avviato progetti mostrano un livello di soddisfazione elevato. L’86% delle grandi e medio-grandi aziende italiane che ha implementato soluzioni XR ha raggiunto pienamente o in buona parte gli obiettivi prefissati, mentre il 65% prevede un impatto significativo sui processi aziendali nei prossimi tre anni.
“I casi d’uso più maturi mostrano risultati chiari in termini di tempi, qualità, produttività, ricavi e sostenibilità”, spiega Lucio Lamberti, Responsabile scientifico dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience. “La tridimensionalità dell’XR amplifica percezioni e apprendimento rispetto alle interfacce digitali tradizionali e contribuisce a spiegare perché chi investe in queste tecnologie tende a ottenere risultati incoraggianti”.
A frenare una diffusione più ampia resta soprattutto il livello ancora limitato di conoscenza di queste tecnologie. Al di fuori delle imprese che le hanno già sperimentate, infatti, quasi la totalità delle aziende italiane dichiara di non conoscere sufficientemente l’Extended Reality e le sue potenzialità, un fattore che continua a rallentarne l’adozione nonostante l’evoluzione dell’ecosistema tecnologico.