
Secondo Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, la grande sottoassicurazione è un tema strutturale per il nostro Paese. Nel corso di una tavola rotonda sugli investimenti con le risorse del Next generation Eu ospitata all’interno del “Rome Investment Forum”, la presidente dell’Ania ha detto che “le scorse generazioni sono state abituate a pensare che c’è sempre l’intervento dello Stato a risolvere i problemi: questo è vero, ma non può esserlo per la totalità delle questioni e delle risorse”.
Farina ha colto l’occasione per ribadire come per garantire “maggiore sicurezza, protezione e resilienza al Paese sia necessario attivare un sistema strutturato di partnership tra pubblico e privato. Così si possono gestire i grandi rischi come le calamità naturali e sostenere il sistema sanitario. E' possibile assicurare il rischio pandemico solo attraverso partnership pubblico-privato. Lo Stato parteciperebbe al 50% nella prima fase per poi ridurre la percentuale negli anni successivi. Abbiamo presentato la proposta al Governo”.
“La spesa privata – ha inoltre aggiunto - oggi si fa in maniera sbagliata e non dobbiamo utilizzarla male: la protezione deve affondare le radici anche nelle risorse private”.
Farina ha anche parlato della necessità di favorire l’adesione alle forme di previdenza complementare, attraverso un intervento di defiscalizzazione del Governo: “Solo un italiano su quattro accede a questi strumenti che invece saranno indispensabili tra qualche anno per i nostri giovani, per poter vivere in modo sereno la loro terza e quarta età”.
In merito alla fase di ripartenza post-pandemia, l presidente dell’Ania ha detto che “E’ necessario orientare gli investimenti verso l’economia reale, affinchè siano volano di sviluppo. Questa è la strada per la crescita e per uscire da una crisi che era evidente già prima del Covid. Bisogna però intervenire affinchè le regole non penalizzino gli investimenti. C’è surplus di risparmio privato fermo perché le persone hanno perso fiducia. Bisogna rimettere in cammino gli investitori, come le assicurazioni che sono fortemente depotenziate dalle regole”.