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L’Italian Insurtech Association detta le regole per una CatNat più equa e digitale

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Giovedì, 16 Ottobre, 2025 - 07:39
Autore: Gillespie

Con l’introduzione dell’obbligo assicurativo per le polizze catastrofali rivolte alle piccole e medie imprese, il mercato italiano si trova davanti a una svolta epocale. In un Paese dove solo il 5% delle aziende è attualmente protetto contro eventi naturali estremi, e dove i danni assicurati hanno superato i sei miliardi di euro nel 2023, la nuova normativa rappresenta molto più di un adempimento: è un’occasione per ripensare il rapporto tra imprese e assicuratori. 

L’Italian Insurtech Association (IIA) ha colto il momento per proporre cinque linee guida che puntano a rendere questa transizione non solo obbligatoria, ma consapevole, trasparente e inclusiva. Al centro c’è l’idea che la protezione non debba essere un lusso per pochi, ma un diritto accessibile a tutti, grazie alla tecnologia, alla formazione continua e a una comunicazione chiara e basata sui dati.  

I 5 punti evidenziati dall’Associazione:

  1. Comunicare in modo chiaro e basato sui dati - Trasparenza e linguaggio semplice, supportati da strumenti digitali di simulazione e dati comparativi, per rendere comprensibili costi, benefici e rischi.
  2. Fare dell’educazione un servizio continuo - L’educazione assicurativa deve diventare parte integrante dell’offerta: webinar, guide interattive e percorsi digitali di autovalutazione.
  3. Costruire la cultura del rischio come valore aziendale - Le PMI devono imparare a mappare i propri rischi, comprendere la vulnerabilità territoriale e inserire la prevenzione nei processi gestionali.
  4. Sfruttare la tecnologia per semplificare e includere - L’insurtech consente di rendere la protezione più accessibile: soluzioni embedded, intelligenza artificiale e automazione della sottoscrizione riducono le barriere d’accesso.
  5. Creare un dialogo continuo fondato su educazione e fiducia - Le polizze CatNat devono essere solo l’inizio di un rapporto educativo e informativo costante tra compagnie e imprese.

“L’obbligo CatNat non deve essere interpretato come un vincolo, ma come un trampolino”, afferma Simone Ranucci Brandimarte, presidente di Italian Insurtech Association. “È una misura che può favorire una reale insurance inclusion, avvicinando al mercato assicurativo migliaia di imprese che finora ne erano escluse”.

Tag: 
IIA
CAT-NAT

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