
La Banca Centrale Europea si riunisce oggi e, secondo le attese di mercato, dovrebbe aumentare il costo del denaro di 25 punti base per contrastare la ripresa dell'inflazione innescata dal conflitto in Medio Oriente.
Se le previsioni si confermassero, la rata mensile di un mutuo variabile standard - 126.000 euro in 25 anni - crescerebbe di circa 16 euro, portandosi a 606 euro. A stimarlo è Facile.it, sulla base di un'analisi dell'andamento dei tassi e delle aspettative di mercato.
L'ultimo rialzo della BCE risaliva al luglio 2023. Nel frattempo, però, l'Euribor - l'indice di riferimento per i mutui a tasso variabile - aveva intrapreso una traiettoria discendente, offrendo un significativo sollievo ai mutuatari. Lo scenario è cambiato da marzo: con lo scoppio del conflitto in Iran, l'Euribor a 3 mesi ha ricominciato a salire, anticipando le mosse della Banca Centrale e determinando già un primo incremento delle rate. Dall'analisi di Facile.it emerge che l'indice è passato dal 2,01% di fine febbraio al 2,31% del 5 giugno 2026, con un aumento di quasi 30 punti base che ha tradotto in circa dieci euro in più sulla rata mensile - da 579 euro di marzo ai 590 euro di giugno.
“Se è vero che l'Euribor si muove in base alle aspettative sui tassi BCE, non è detto che lo faccia con lo stesso passo e con gli stessi tempi di questi ultimi, bisognerà quindi aspettare ancora un pochino per capire come cambieranno nel concreto le rate”, spiegano gli esperti di Facile.it. “È bene ricordare, però, che l'impatto degli aumenti sarà diverso per ciascun mutuatario in base all'importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l'effetto”.
Le proiezioni sui mesi successivi delineano un quadro di ulteriore pressione al rialzo. Sulla base dei Futures aggiornati al 5 giugno, Facile.it stima che la rata del mutuo campione potrebbe raggiungere circa 626 euro entro fine 2026 o, al più tardi, nei primi mesi del 2027. Considerato che a gennaio 2026 la stessa rata era pari a 578 euro, l'aumento complessivo nell'arco dell'anno si attesterebbe attorno ai 50 euro mensili.
Sul versante della domanda, i dati dell'Osservatorio Facile.it - Mutui.it fotografano un mercato in movimento. Nei primi cinque mesi del 2026, l'importo medio richiesto è salito dell'1,7% su base annua, toccando 139.663 euro, in linea con la crescita del valore medio degli immobili oggetto di finanziamento, aumentato dell'1,8% a 211.679 euro. Si abbassa invece l'età media dei richiedenti: da 40 anni e mezzo del corrispondente periodo 2025 a 39 anni e mezzo nel 2026, con la componente di acquirenti di prima casa che segna un passaggio da 38 a 37 anni.
Il tasso fisso resta la scelta prevalente degli italiani, ma la quota di chi opta per il variabile o il misto è passata dall'1% all'8% delle richieste nel confronto con lo stesso periodo del 2025. Una tendenza che trova spiegazione nelle condizioni attuali di mercato: secondo le simulazioni di Facile.it, il variabile offre oggi TAN a partire dal 2,32% con una rata iniziale di 554 euro, mentre il fisso parte da un TAN del 3,20% e una rata di 611 euro - quasi 60 euro in più al mese. Un eventuale rialzo BCE potrebbe ridurre, almeno parzialmente, questo differenziale.