
Le perdite assicurate provocate dal terremoto che ha colpito la prefettura giapponese di Kumamoto potrebbero rimanere inferiori rispetto a quelle registrate nel 2016. È la valutazione di Howden Re Japan, secondo cui l’impatto economico dell’evento potrebbe essere più vicino a quello del terremoto di Noto del 2024, salvo un eventuale aggravamento dei danni legato alla sequenza di scosse di assestamento.
Il sisma, di magnitudo 7,1, si è verificato il 28 luglio a una profondità di circa 10 chilometri, con intensità massima Shindo 7 in alcune aree del Kyushu. Le autorità giapponesi hanno segnalato vittime, centinaia di feriti e danni localizzati agli edifici, mantenendo alta l’attenzione sul rischio di nuove forti repliche.
Kumamoto rappresenta inoltre un’area strategica per l’industria dei semiconduttori. Alcuni impianti gestiti o collegati a gruppi come TSMC/JASM, Sony e Tokyo Electron hanno temporaneamente sospeso le attività per effettuare controlli di sicurezza. Secondo Howden Re Japan, l’effettiva durata delle fermate produttive sarà determinante per valutare l’entità delle eventuali perdite da interruzione dell’attività.
"Questo evento presenta caratteristiche simili alla sequenza sismica di Kumamoto del 2016, con una magnitudo e una profondità comparabili, anche se l’area interessata appare leggermente differente" ha spiegato Myrto Papaspiliou, Head of International Catastrophe Model Research di Howden Re.
Myrto Papaspiliou, Head of International Catastrophe Model Research di Howden Re, ha spiegato che l’evento potrebbe essere collegato a tensioni già rilevate su segmenti della faglia a sud dell’area colpita dal precedente sisma, con un possibile coinvolgimento del sistema Hinagu/Yatsushiro meridionale.
"Il nostro primo obiettivo è rivolto alle persone colpite nel Kyushu. I danni alle infrastrutture dei semiconduttori sembrano al momento limitati, ma i tempi di riavvio determineranno l’entità delle perdite da interruzione dell’attività" ha dichiarato Kentaro Tada, CEO di Howden Re Japan.
Secondo Tada, è ancora presto per una stima definitiva, ma le perdite assicurate dovrebbero rimanere inferiori a quelle del terremoto di Kumamoto del 2016 e più vicine a quelle del sisma di Noto del 2024, salvo un aggravamento del quadro dovuto alle scosse successive.