
Un nuovo report di Geotab, realtà globale nelle soluzioni per veicoli connessi e gestione degli asset, quantifica con precisione quanto il traffico urbano incida sui costi delle flotte.
Nel 2025, nelle principali capitali europee, oltre 1,58 milioni di litri di carburante sono stati consumati da veicoli fermi nel traffico, generando uno spreco pari a 2,6 milioni di euro. Con il diesel salito oltre i 2 euro al litro nella prima metà del 2026, lo stesso volume di carburante avrebbe già comportato un costo vicino ai 3,6 milioni di euro.
L’analisi, parte dell’indice di efficienza del trasporto merci urbano in Europa, ha coinvolto sette capitali – Berlino, Amsterdam, Dublino, Roma, Parigi, Londra e Madrid – evidenziando come la congestione non sia l’unico fattore determinante. La dinamica della circolazione, infatti, incide in modo decisivo sui consumi, mostrando differenze significative tra città.
Roma emerge come caso inatteso. Pur essendo la capitale più congestionata tra quelle analizzate, registra la percentuale più bassa di carburante sprecato dai mezzi pesanti durante le soste a motore acceso, pari al 2,8 per cento del totale. Il traffico romano procede lentamente ma con continuità, riducendo le fasi di arresto e ripartenza che aumentano i consumi. Lo stesso schema si osserva nei veicoli per il trasporto passeggeri, che al minimo consumano solo il 7,9 per cento del carburante totale.
Risultati analoghi arrivano da Madrid, dove i mezzi pesanti consumano anch’essi il 2,8 per cento del carburante totale durante le soste. La circolazione è lenta ma costante, con poche fasce orarie di reale fluidità: un elemento che limita la possibilità di pianificazione per le flotte.
Berlino guida l’indice con un punteggio di 61. La struttura policentrica della rete stradale distribuisce il traffico e riduce le soste prolungate, anche se i mezzi pesanti sprecano comunque l’8,5 per cento del carburante totale. Amsterdam, seconda in classifica, beneficia di una gestione semaforica ottimizzata e di tragitti più brevi: le auto sprecano il 10,5 per cento del carburante totale, i mezzi pesanti il 12,5 per cento.
Dublino, terza con un punteggio di 49, presenta invece una rete stradale che genera frequenti fermate e ripartenze. I veicoli per il trasporto passeggeri consumano il 12,9 per cento del carburante totale restando fermi, uno dei valori più elevati del report.
A Parigi la prevedibilità dei tempi di percorrenza non si traduce in efficienza: i veicoli commerciali sprecano quasi un quinto del carburante totale durante le soste a motore acceso, il dato più alto tra le città analizzate.
Londra si conferma il contesto più complesso. Le continue interruzioni della circolazione impediscono ai motori di raggiungere la temperatura ottimale, aggravando i consumi. Le auto registrano 15,60 litri ogni 100 chilometri, quasi due volte e mezzo il valore di Parigi, che si ferma a 6,51 litri.
Franco Viganò, Associate Vice President EMEA di Geotab, sintetizza così il quadro emerso: “La congestione è da sempre misurata in termini di tempo: quanto durano gli spostamenti, quanto sono trafficate le strade e in che modo i ritardi incidono sulle attività. Questa analisi dimostra, però, che esiste un ulteriore livello di costo, meno evidente. Quando i veicoli rimangono fermi con il motore acceso, consumano carburante e le flotte stanno di fatto sprecando denaro: i nostri dati mostrano che questo comporta costi per milioni di euro. Ogni litro sprecato in questi contesti comporta poi anche un costo in termini di emissioni. Oltre al tempo perso, la congestione genera un impatto sia economico, sia ambientale: per le flotte, avere una chiara visibilità su questi fenomeni significa poter gestire al meglio le sfide che comportano”.
Il report evidenzia così un elemento spesso trascurato nella gestione delle flotte: la necessità di monitorare non solo i tempi di percorrenza, ma anche il comportamento dei veicoli durante le soste. Una consapevolezza che può tradursi in scelte operative più efficienti e in una riduzione concreta dei costi.