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Viaggi d’affari, lo studio: AI e digitalizzazione ridisegnano la mobilità aziendale tra efficienza aeroportuale e self booking

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Giovedì, 14 Maggio, 2026 - 06:52
Autore: Gillespie

A Milano, nel corso della seconda edizione di “Beyond the Borders”, il settore del business travel è stato analizzato attraverso una ricerca che mette in evidenza un’accelerazione netta verso digitalizzazione e utilizzo dell’intelligenza artificiale, con effetti trasversali su trasporto aereo, ospitalità, sistemi di pagamento e piattaforme di gestione delle trasferte.

L’evento, promosso da LabSumo insieme a BusinessMobility.Travel con il supporto della community BT Lounge e il patrocinio di ANIASA e GBTA Italy, ha riunito operatori e travel manager attorno ai dati di una survey su 116 professionisti del settore.

Ad aprire i lavori è stato Fulvio Origo - Regional Director Marketing and Communications Management di GBTA - che ha richiamato la traiettoria di crescita globale del comparto. “Il business travel ha raggiunto nel 2025 quota 1,57 trilioni di dollari e nel 2029 arriverà a 2 trilioni, mentre l’Italia nel 2026 registra una crescita del 6,5%”, Un contesto che conferma la centralità economica del segmento, mentre l’AI si inserisce progressivamente nei processi decisionali e operativi, soprattutto sul fronte del monitoraggio delle spese e dell’ottimizzazione dei flussi.

Nel trasporto aereo, la fotografia della domanda business resta ancora saldamente ancorata ai vettori tradizionali. ITA Airways guida le preferenze con il 29%, seguita da Lufthansa al 20%. Le low cost mantengono comunque una quota rilevante, con Ryanair ed easyJet stabilmente presenti nelle scelte dei viaggiatori business, mentre sulle lunghe tratte si rafforza la posizione di Emirates.

Il nodo aeroportuale resta concentrato sul Nord Italia, con Milano Malpensa in testa, seguita da Linate e Roma Fiumicino. Tuttavia, l’attrito operativo è ancora evidente: lentezza ai controlli, congestione e tempi di riconsegna bagagli rappresentano le principali criticità. Di conseguenza, la domanda si orienta sempre più verso servizi che riducono i tempi morti, con fast track e accesso alle lounge come elementi ormai strutturali dell’esperienza business.

Sul fronte dell’hospitality, il segmento corporate conferma una stabilità di fondo ma anche una crescente polarizzazione tra standard e disponibilità. Le catene internazionali dominano i flussi esteri, con Accor, Marriott e Hilton in evidenza. In Italia, accanto agli hotel indipendenti, si consolidano anche soluzioni alternative come B&B, mentre il quattro stelle resta la categoria di riferimento. Il prezzo rimane il driver principale di scelta, ma la criticità più rilevante riguarda la disponibilità limitata nei periodi di picco. Interessante, in questo quadro, il ruolo sempre più centrale degli hotel come infrastruttura per eventi e meeting: il 78% degli intervistati li utilizza anche per attività MICE.

La trasformazione più strutturale riguarda però i processi di prenotazione. I sistemi di self booking stanno diventando la norma, con oltre metà delle aziende già orientate verso strumenti integrati forniti dalle Travel Management Company. I vantaggi percepiti si concentrano su trasparenza delle policy, integrazione dei servizi e capacità di reporting, mentre la rigidità nelle modifiche delle prenotazioni resta un punto critico. In questo scenario emergono operatori come UVET e Cisalpina, affiancati da ACI Blueteam, American Express, Gattinoni e Frigerio Viaggi.

Anche i sistemi di pagamento si allineano alla digitalizzazione del settore. Le carte corporate diventano lo standard operativo per oltre la metà dei travel manager, con AirPlus e American Express tra i player più utilizzati, grazie alla possibilità di controllo in tempo reale e alla semplificazione delle procedure amministrative.

Nel comparto hospitality, il business travel mostra una sostanziale stabilità, ma anche una crescente polarizzazione tra standard e capacità ricettiva. Le catene internazionali restano dominanti nei flussi esteri, con Accor, Marriott e Hilton in posizione centrale, mentre in Italia convivono hotel indipendenti e B&B, con il quattro stelle ancora riferimento principale. Il prezzo guida le scelte, ma la disponibilità nelle fasi di picco resta la criticità più evidente. In parallelo, cresce il ruolo degli hotel come hub per eventi e meeting, con il 78% del campione che li utilizza anche per attività MICE.

Sul versante delle prenotazioni, i sistemi di self booking sono ormai diffusi e adottati da oltre metà delle aziende, grazie a piattaforme integrate delle Travel Management Company. I benefici si concentrano su policy, integrazione dei servizi e reporting, mentre resta problematica la rigidità nelle modifiche. In questo scenario operano player come UVET e Cisalpina, insieme a ACI Blueteam, American Express, Gattinoni e Frigerio Viaggi.

Anche i sistemi di pagamento seguono la stessa traiettoria digitale: le carte corporate rappresentano lo standard per oltre il 50% dei travel manager. In questo segmento, AirPlus e American Express si confermano tra gli operatori più utilizzati, soprattutto per il controllo in tempo reale delle spese e la semplificazione dei processi amministrativi.

A margine dell’evento, il presidente di BT Lounge, Antonio Ceschia, ha sottolineato la necessità di una maggiore coesione tra professionisti del settore. “In azienda la gestione dei viaggi di lavoro è spesso una delle tante responsabilità, raramente il core business. Proprio per questo, la collaborazione tra professionisti del settore diventa uno strumento determinante per consolidare e valorizzare il nostro ruolo”.

Tag: 
polizze viaggio
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