Iran
L’amministrazione statunitense sta esplorando l’ipotesi di legare la protezione navale nello Stretto di Hormuz a un programma assicurativo gestito dal governo, secondo fonti vicine alle discussioni.
Con l’esplosione del conflitto in Iran, i prezzi della benzina e del diesel hanno registrato incrementi significativi in tutta Europa. Tuttavia, l’Italia si distingue per aumenti contenuti rispetto a molti Paesi dell’Eurozona.
Il conflitto in Medio Oriente sta mettendo sotto pressione il settore delle assicurazioni specializzate, ma secondo la società di rating Moody’s, le perdite rimarrebbero gestibili per gli assicuratori più grandi e diversificati, a patto che le ostilità siano di breve durata.
Gli Stati Uniti, attraverso la U.S. International Development Finance Corporation (DFC) e il Dipartimento del Tesoro, hanno annunciato un’iniziativa volta a fornire riassicurazione marittima, inclusi rischi di guerra, nel Golfo Persico, approvata dal Presidente Donald Trump.
Le tensioni internazionali e i conflitti armati tornano a pesare sui conti del settore assicurativo globale, in particolare su quello legato ai rischi marittimi e commerciali. Secondo quanto riportato dal Times del 6 marzo 2026, il conflitto in corso in Medio Oriente potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti per gli assicuratori, soprattutto se l’escalation militare dovesse intensificarsi nelle aree strategiche per il traffico energetico mondiale.
Dal 28 febbraio, con il rapido deterioramento del quadro di sicurezza in Medio Oriente, International SOS – realtà globale specializzata nella gestione dei rischi per la sicurezza e la salute della forza lavoro – ha visto aumentare in modo significativo il volume delle richieste di supporto. In pochi giorni, la società ha gestito più di 2.560 richieste di assistenza, molte delle quali legate a esigenze di sicurezza, valutazioni operative e procedure di evacuazione.
L’intensificarsi delle tensioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran sta esercitando una pressione significativa sui mercati energetici globali. Al momento non si registrano interruzioni rilevanti delle forniture, ma lo Stretto di Hormuz, nodo strategico attraverso cui transita circa il 20% del petrolio consumato nel mondo, resta una potenziale fonte di shock economico qualora il conflitto dovesse protrarsi.
L’inasprirsi delle tensioni militari in Medio Oriente sta riaccendendo i riflettori su uno dei nodi più delicati del commercio energetico globale: lo Stretto di Hormuz. In questo scenario, il settore assicurativo internazionale si muove rapidamente per evitare che l’escalation comprometta la continuità dei traffici marittimi.
L’industria dei servizi finanziari statunitense si trova in uno stato di allerta elevata per possibili attacchi informatici, mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran si intensifica, generando preoccupazioni che vanno oltre i mercati e toccano la sicurezza delle infrastrutture critiche.
Dopo l’abolizione delle sanzioni internazionali del gennaio 2016, il mercato assicurativo dell’Iran è diventato un obiettivo per i progetti di espansione globale dei principali player del settore.
I Lloyd’s di Londra sono pronti ad aprire uffici in Iran. Una decisione che potrebbe aiutare Teheran ad attrarre investimenti stranieri e rilanciare il tessuto economico.
Gli incidenti stradali in Iran causano circa 28.000 morti l’anno. Il tasso è di venti volte superiore alla media mondiale. Secondo recenti statistiche ogni anno circa 1,2 milioni di persone perdono la vita e circa 20-50 milioni riportano ferite o rimangono disabili.
SACE ha pubblicato il “Vademecum per le imprese” in Iran: uno strumento in più per affrontare un mercato complesso che, all’indomani dell’implementation day, sta ritornando sulla scena economica internazionale ma continua a presentare profili di rischio elevati e difficoltà operative di natura diversa (legale, documentale, operativa).