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Conflitti geopolitici e assicurazioni marittime: il mercato si prepara a nuove perdite

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Lunedì, 9 Marzo, 2026 - 06:50
Autore: Gillespie

Le tensioni internazionali e i conflitti armati tornano a pesare sui conti del settore assicurativo globale, in particolare su quello legato ai rischi marittimi e commerciali. Secondo quanto riportato dal Times del 6 marzo 2026, il conflitto in corso in Medio Oriente potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti per gli assicuratori, soprattutto se l’escalation militare dovesse intensificarsi nelle aree strategiche per il traffico energetico mondiale. 

 

A lanciare l’allarme è Alex Maloney, amministratore delegato di Lancashire Holdings, compagnia assicurativa quotata a Londra e con sede alle Bermuda che opera nel mercato dei Lloyd’s di Londra, uno dei principali centri globali dell’assicurazione marittima. Il dirigente ha spiegato che il settore dovrà inevitabilmente fare i conti con nuove perdite legate ai danni già registrati nella regione. “Il mercato assicurativo subirà chiaramente perdite a causa del conflitto che sta imperversando in Medio Oriente”, ha dichiarato Maloney, sottolineando come alcune navi nell’area e edifici nei Paesi vicini siano già stati danneggiati da attacchi iraniani.

Il quadro potrebbe però aggravarsi ulteriormente nel caso di un’escalation militare più significativa. In particolare, un eventuale attacco missilistico su larga scala cambierebbe radicalmente la distribuzione delle perdite per l’intero comparto assicurativo internazionale. “Un grande attacco missilistico cambierebbe il modello delle perdite per l’industria”, ha osservato Maloney, evidenziando come i rischi assicurativi nell’area siano ormai diventati un fattore determinante nelle valutazioni delle compagnie. Uno degli snodi più sensibili resta lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas. Il timore degli operatori è che eventuali interruzioni prolungate del traffico marittimo possano generare ripercussioni sulla sicurezza energetica globale. In questo contesto, i costi assicurativi per le navi che operano nella regione – comprese quelle che tentano di attraversare lo stretto – sono destinati a crescere sensibilmente. “I costi delle coperture assicurative per le navi nella zona potrebbero essere multipli rispetto a quelli precedenti allo scoppio delle ostilità perché i rischi sono concreti”, ha spiegato il manager.

Nel dibattito internazionale è intervenuta anche la proposta avanzata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha suggerito la possibilità che il governo americano fornisca coperture assicurative a prezzi molto contenuti per garantire la continuità del commercio nel Golfo. Secondo quanto riferito dal Times, la copertura dovrebbe essere offerta attraverso la US International Development Finance Corporation. Tuttavia Maloney ha espresso perplessità sulla reale fattibilità dell’iniziativa. “Non so davvero come potrebbe funzionare se si avesse una nave battente bandiera straniera assicurata dai contribuenti statunitensi”, ha affermato, aggiungendo che il settore assicurativo dispone già delle competenze tecniche necessarie per gestire queste tipologie di rischio. “Il mercato assicurativo ha i meccanismi, noi siamo gli esperti di queste cose. Replicare tutto questo in un dipartimento del governo degli Stati Uniti, nei tempi necessari, sarebbe molto molto difficile”.

Nel frattempo Lancashire Holdings ha presentato i risultati finanziari annuali, che mostrano un calo degli utili superiore alle attese degli analisti. Il gruppo ha registrato una diminuzione del 9,4% dell’utile ante imposte, sceso a 304,9 milioni di dollari, anche a causa dell’incremento delle riserve per coprire i rischi legati a conflitti geopolitici. La compagnia ha infatti aggiunto 32,9 milioni di dollari alle riserve per perdite connesse alla guerra in Ucraina, un fattore che ha influito sugli indicatori tecnici della società. Il combined ratio, uno dei parametri principali per misurare la redditività dell’attività assicurativa, si è attestato al 93,1%, un livello comunque sotto la soglia del 100% che segnala perdite operative ma superiore alle previsioni degli analisti finanziari della City.

A incidere sui conti della compagnia sono stati anche gli eventi catastrofali naturali. Lancashire ha registrato perdite nette pari a 163,4 milioni di dollari a causa degli incendi che hanno colpito la California nel gennaio dello scorso anno. Tuttavia, secondo Maloney, le cifre definitive potrebbero ancora cambiare perché molte richieste di risarcimento sono in fase di definizione. “La nostra esperienza dimostra che tendiamo a essere piuttosto prudenti nelle stime delle perdite”, ha spiegato il manager, lasciando intendere che l’impatto finale potrebbe risultare inferiore rispetto alle valutazioni iniziali.

Le preoccupazioni degli investitori si sono comunque riflesse sull’andamento del titolo in Borsa: le azioni Lancashire hanno chiuso la giornata in calo di 19 pence, pari al 2,9%, a quota 631 pence. Un segnale che conferma quanto l’evoluzione delle tensioni geopolitiche stia diventando sempre più rilevante per il settore assicurativo internazionale, chiamato a misurarsi con rischi complessi che vanno ben oltre le tradizionali variabili economiche. Anche per questo motivo, osserva il Times, l’attenzione degli operatori resta concentrata non solo sui mercati finanziari ma soprattutto sugli sviluppi della situazione in Medio Oriente e sulle possibili conseguenze per il commercio globale e per il sistema delle assicurazioni marittime.

Tag: 
Guerra
Iran
Marine

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