
L’inasprirsi delle tensioni militari in Medio Oriente sta riaccendendo i riflettori su uno dei nodi più delicati del commercio energetico globale: lo Stretto di Hormuz. In questo scenario, il settore assicurativo internazionale si muove rapidamente per evitare che l’escalation comprometta la continuità dei traffici marittimi.
Reuters informa che il broker assicurativo globale Marsh ha incontrato funzionari dell’amministrazione statunitense per valutare strumenti in grado di sostenere il commercio marittimo nel Golfo Persico, mentre gli attacchi nella regione mettono a rischio le spedizioni energetiche che transitano attraverso questa rotta strategica.
Lo stretto, situato tra Iran e Oman, rappresenta uno dei principali punti di passaggio dell’energia mondiale: circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto scambiati a livello globale attraversa questo corridoio marittimo. Negli ultimi giorni, tuttavia, il traffico navale ha registrato un rallentamento significativo a seguito di attacchi iraniani contro navi commerciali, alimentando timori di una possibile interruzione prolungata delle forniture energetiche internazionali.
In questo contesto, Marsh ha indicato di accogliere con favore la recente direttiva della U.S. International Development Finance Corporation (DFC), l’agenzia finanziaria del governo statunitense impegnata nel sostegno agli investimenti strategici, che prevede la possibilità di fornire coperture per il rischio politico e garanzie finanziarie a sostegno delle attività marittime nel Golfo. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a mantenere operative le rotte commerciali nonostante l’elevato livello di rischio.
Marsh ricorda inoltre la propria esperienza nel sostegno al commercio in contesti di crisi: nel 2023 la società contribuì infatti alla creazione di una struttura assicurativa internazionale per proteggere i traffici commerciali legati all’Ucraina, un modello che oggi torna implicitamente come riferimento in uno scenario altrettanto complesso.
Parallelamente anche Aon, l’altra big globale, starebbe discutendo con il governo degli Stati Uniti un piano per contribuire alla copertura assicurativa delle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito da Bloomberg, la società non ha rilasciato commenti ufficiali in risposta alle richieste di chiarimento.
Sul piano geopolitico, la situazione resta fluida e ad alta tensione. Gli Stati Uniti non hanno formalmente dichiarato guerra all’Iran, ma le dinamiche militari si sono intensificate nelle ultime settimane. Martedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la Marina americana potrebbe arrivare a scortare le petroliere lungo lo stretto qualora la situazione lo rendesse necessario, precisando di aver incaricato la DFC di mobilitare strumenti di sostegno a favore del commercio colpito dalle turbolenze regionali.
L’iniziativa rappresenta uno dei passi più decisi dell’amministrazione americana per contenere l’impennata dei prezzi energetici, alimentata proprio dalle crescenti minacce alla navigazione nelle principali vie marittime del Golfo.
Dal canto suo, Teheran ha più volte minacciato in passato la chiusura dello Stretto di Hormuz in risposta a quelle che considera provocazioni o ostilità internazionali. Nonostante tale scenario non si sia concretizzato, gli attacchi con droni e missili contro navi commerciali hanno già indotto il mercato assicurativo a riconsiderare attentamente il livello di rischio legato alla navigazione nell’area.