Salute
L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel modo in cui gli italiani si informano sulla salute. Secondo il sondaggio “Dottor AI – Come gli italiani usano l’intelligenza artificiale in tema di salute”, promosso da Cerba HealthCare Italia, oltre il 70% della popolazione dichiara di utilizzare strumenti basati sull’AI per cercare informazioni sanitarie, soprattutto per interpretare sintomi, esami e referti.
Milano si prepara a diventare il punto di riferimento dell’innovazione sanitaria europea con la prima edizione della Milano Health Week, il festival dedicato a salute, prevenzione e innovazione medica in programma dal 4 al 6 giugno.
La sanità digitale italiana accelera ancora. Nel 2025 la spesa complessiva raggiunge i 2,7 miliardi di euro, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. A trainare la trasformazione sono soprattutto la diffusione degli strumenti digitali nella pratica clinica e l’avanzata dell’Intelligenza Artificiale, ormai entrata nella quotidianità di medici, infermieri e cittadini.
Un nuovo modello di sanità territoriale prende forma attraverso l’accordo siglato da Blue Assistance, InSalute Servizi e MedEA, che introduce per la prima volta in Italia prestazioni diagnostiche a distanza in forma diretta all’interno delle farmacie dei servizi.
Una missione chirurgica, ma soprattutto un tentativo strutturato di costruire continuità sanitaria. È questo il quadro della prima iniziativa medico-umanitaria in Uganda promossa da Emergenza Sorrisi ETS con il sostegno di AmTrust Assicurazioni S.p.A., conclusa al Wanda Matugga Health Center, a circa 15 chilometri da Kampala.
Nel dibattito sulla sanità lombarda si inserisce con toni critici Medicina Democratica, che nel corso del proprio congresso a Milano ha espresso una netta contrarietà alla possibile proroga della delibera regionale che consente convenzioni tra ASST, IRCCS, fondi sanitari, mutue e assicurazioni.
Un ulteriore passo verso la costruzione di un ecosistema salute integrato e digitale: AXA Italia introduce un nuovo servizio che consente ai clienti di prenotare online visite ed esami medici, direttamente tramite app e area riservata, ampliando l’offerta di soluzioni a supporto dell’intero percorso sanitario, dalla prevenzione alla fase post-cura.
Napoli si prepara a ospitare un confronto ad alta specializzazione su uno dei nodi più sensibili della sanità contemporanea: la gestione del rischio clinico e il ruolo delle coperture assicurative.
In Italia si vive più a lungo, ma non necessariamente meglio. È un paradosso ormai noto, che trova nuova conferma nell’indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute: convivere con una patologia cronica significa spesso affrontare un percorso di cura costoso, frammentato e, in molti casi, insostenibile senza sacrifici personali.
BNP Paribas Cardif ha rinnovato e ampliato il proprio impegno internazionale nella prevenzione dell’obesità, un fenomeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera ormai una minaccia sanitaria globale. Secondo l’ultima indagine COSI Round 6 condotta dall’OMS in 37 Paesi europei, un bambino su quattro tra i 7 e i 9 anni è in sovrappeso.
La tutela della vista non è mai stata così al centro del dibattito medico-legale. I sinistri legati alla malpractice in oculistica e oftalmologia si collocano al settimo posto tra le specialità più coinvolte, con un’incidenza che supera di poco il 3%, secondo l’ultimo report MedMal realizzato da Marsh su 87 Aziende sanitarie italiane, con dati che coprono il periodo dal 2006 al 2023. Gli episodi più frequenti riguardano errori diagnostici, interventi chirurgici mal eseguiti – come nel caso della cataratta – e un monitoraggio post-operatorio insufficiente, con conseguenze che vanno dalla riduzione alla perdita completa della vista, fino a infezioni di rilievo clinico.
C’è un dato che fa riflettere più di tutti gli altri: il 14% degli italiani ha modificato o addirittura interrotto una terapia medica basandosi su quello che ha letto online, senza dire nulla al proprio dottore.
Nel 2025, la sanità pubblica italiana ha mostrato limiti strutturali significativi: i tempi medi di attesa per una prestazione si sono attestati a 87 giorni, salendo a 91 nel Meridione, mentre nelle strutture private si scende mediamente a 18 giorni. Le differenze tra le aree mediche sono marcate: per una prestazione oculistica si attendevano 116 giorni in media in struttura pubblica contro 15 nel privato, mentre per la dermatologia i tempi arrivavano a 118 giorni rispetto ai 25 nel settore privato.
Confindustria Ancona investe sul welfare aziendale come leva strategica per lo sviluppo del territorio e delle imprese, puntando su prevenzione e salute come fattori chiave di competitività e attrattività.
La fotografia scattata dall’ultima indagine Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute racconta un’Italia che, pur continuando a riconoscere il valore del Servizio sanitario nazionale, fatica sempre più a farvi affidamento nei momenti di bisogno. È un quadro nitido, quasi impietoso, quello che emerge dalle risposte dei 1.200 cittadini intervistati: la qualità delle cure non è in discussione, ma i tempi per ottenerle sì, e in modo sempre più evidente.