
Il rischio tecnologico e le tensioni geopolitiche stanno assumendo un peso crescente nelle strategie aziendali globali. È quanto emerge dal Corporate Risk Radar della law firm Clyde & Co, che evidenzia un incremento significativo della percezione di esposizione da parte dei vertici aziendali.
Secondo il sondaggio, l’86% dei leader tra CEO, CFO, COO, general counsel e membri dei board considera il rischio tecnologico ad “alto impatto”, rispetto al 46% dell’anno precedente. Un incremento definito il più rapido tra tutte le categorie analizzate, in un contesto in cui l’intelligenza artificiale accelera trasformazione operativa e complessità di governance.
Su questo punto, «tutte le aziende stanno cercando di adattarsi all’intelligenza artificiale il più rapidamente possibile, ma la velocità con cui evolve rappresenta una sfida significativa», ha affermato Tim Crockford, Partner di Tim Crockford. Il manager ha sottolineato come i modelli di governance rischino di diventare rapidamente obsoleti, richiedendo aggiornamenti continui e un controllo più rigoroso sugli utilizzi della tecnologia.
Il quadro operativo mostra ulteriori pressioni: il 68% dei leader indica come rischio elevato la capacità di gestire progetti trasformativi, mentre il 57% segnala la necessità di dimostrare il ritorno sugli investimenti tecnologici. Tra le criticità principali emergono anche integrazione dei sistemi e dipendenza da fornitori terzi, citate dal 72% dei 700 decisori intervistati in 11 settori industriali.
Accanto alla dimensione tecnologica, il sondaggio registra un aumento marcato del rischio geopolitico. Il 72% dei rispondenti dichiara che le tensioni internazionali hanno un impatto commerciale diretto, contro circa il 50% nel 2025. Le variabili più rilevanti sono l’escalation dei conflitti (60%) e le restrizioni commerciali e sanzioni (57%), con un impatto che secondo l’80% delle organizzazioni influenza già dove e come operare.
Un general counsel citato nello studio osserva come i fattori geopolitici siano passati da elemento di monitoraggio a variabile strategica, in grado di influenzare investimenti, comportamenti dei clienti e fiducia del mercato.
«Viviamo in un contesto in cui al mattino ci si può svegliare con un cambiamento completo dello scenario geopolitico», ha dichiarato Jan Spittka, partner della law firm Clyde & Co. «Le organizzazioni devono ridurre la dipendenza da singole aree geografiche per fornitori e servizi, ma soprattutto accettare questa realtà e diventare più agili nella gestione del rischio».