
AIBA denuncia una distorsione normativa che sta penalizzando migliaia di piccole e medie imprese della distribuzione assicurativa, escluse dagli aiuti pubblici a causa di un’interpretazione rigida delle regole europee sugli aiuti di Stato.
La nuova segnalazione – inviata alle istituzioni europee e al governo italiano insieme ad ACB e SNA, realtà che complessivamente rappresentano 12.000 iscritti e circa 38 miliardi di euro di premi intermediati – riporta al centro un nodo che il settore solleva da anni: l’assimilazione degli intermediari assicurativi ai grandi gruppi bancari e assicurativi per il solo fatto di ricadere nel Codice Ateco L.
Secondo le tre associazioni, questa classificazione sta producendo effetti distorsivi. I bandi nazionali che prevedono contributi a fondo perduto, voucher o altre forme di sostegno economico escludono infatti gli operatori del comparto finanziario e assicurativo, identificati nel Codice Ateco K, senza distinguere tra colossi del credito e microimprese che svolgono attività di agenzia o brokeraggio. Una sovrapposizione che, come sottolineano le Associazioni, non tiene conto del principio di proporzionalità e finisce per penalizzare proprio quelle realtà che, per dimensioni e struttura, rientrerebbero pienamente nella definizione europea di PMI.
La conseguenza è un paradosso: gli intermediari assicurativi qualificabili come PMI non possono accedere a misure che, in altri settori economici, sono invece disponibili per imprese di pari dimensioni. Una contraddizione ancora più evidente se si considera l’impegno dell’Unione Europea nel sostenere la digitalizzazione delle imprese e la trasformazione dei modelli di business, obiettivi che riguardano anche la distribuzione assicurativa.
Per questo AIBA, ACB e SNA chiedono l’introduzione di un approccio modulare che riconosca le minori potenzialità economiche delle piccole e medie realtà del settore, consentendo loro di accedere senza ostacoli ai programmi di sostegno. Una richiesta che si inserisce in un confronto già avviato nel 2024 e che oggi torna con maggiore urgenza.
“Escludere a priori le nostre piccole e medie imprese dai sostegni economici è un grave errore che blocca la crescita di tutto il settore”, afferma Flavio Sestilli, Presidente di AIBA. “Non si possono trattare allo stesso modo realtà che non hanno la stessa forza finanziaria. Chiediamo alle Istituzioni regole flessibili e un chiarimento urgente, come ha già indicato l’Unione Europea. Le PMI della distribuzione assicurativa devono poter accedere agli aiuti come tutte le altre imprese, soprattutto per poter investire in digitalizzazione e nuovi posti di lavoro”.