
La crescita del mercato europeo dell’auto non basta a nascondere le trasformazioni che stanno interessando il settore. Secondo Allianz Research, l’industria automobilistica europea è alle prese con una sfida strutturale legata alla concorrenza dei costruttori cinesi, alla transizione verso l’elettrico e al peso crescente di software, batterie e intelligenza artificiale.
I marchi cinesi rappresentano oggi circa il 10% delle immatricolazioni europee e il 50% degli espositori al Salone dell’Auto di Parigi 2026. Nel frattempo, la diffusione dei veicoli elettrici procede a velocità diverse nei principali mercati europei: in Italia la quota resta sotto il 10%, contro il 30% della Francia e il 26% della Germania.
Lo studio evidenzia inoltre come il valore dell’automobile si stia spostando dalla meccanica tradizionale verso batterie ed elettronica, che oggi arrivano a rappresentare fino al 60% del valore del veicolo.
Per l’Italia il tema centrale riguarda la componentistica, una filiera che conta oltre 2.100 imprese e 168mila addetti, fortemente dipendente dalla domanda europea e in particolare dal mercato tedesco.
“I primi segnali di pressione sono già evidenti”, osserva Gianluigi Iacovino, Head of Credit Assessment MMEA di Allianz Trade. “La debolezza dell’industria automobilistica tedesca si sta trasferendo ai fornitori italiani, mentre la concorrenza cinese continua a guadagnare terreno”.
Alla trasformazione industriale si affianca quella finanziaria. Margini più ridotti, investimenti richiesti dall’elettrificazione e maggiore attenzione al cash flow stanno aumentando la pressione sulla filiera.
“La sfida per la componentistica italiana non è soltanto difendere i volumi, ma preservare marginalità, capacità di generare cassa e competitività tecnologica”, conclude Gianluigi Iacovino, Head of Credit Assessment MMEA di Allianz Trade.