
La capacità di prendere decisioni rapide si conferma uno dei principali fattori competitivi per le imprese. È quanto emerge da un'indagine di Coface, gruppo specializzato nella gestione del rischio del credito commerciale, realizzata su 1.250 top manager di 13 Paesi, tra cui l'Italia. Secondo lo studio, il 68% delle aziende individua nella lentezza dei processi decisionali una barriera significativa alla crescita, mentre il contesto economico e geopolitico rende sempre più necessario integrare la gestione del rischio nelle strategie di sviluppo.
Nel mercato italiano emerge una fase di transizione. Se da un lato aumenta l'aspettativa che le funzioni di risk management contribuiscano direttamente alla crescita del business, dall'altro prevale ancora un approccio orientato al controllo. Il 37% degli intervistati considera i team di gestione del rischio “guardiani fidati”, il 59% percepisce una tensione tra gestione del rischio e sviluppo commerciale e oltre la metà dei manager preferisce adottare un approccio prudenziale piuttosto che assumere rischi in modo strutturato.
Nonostante questo scenario, le aspettative sono destinate a cambiare. Oggi solo il 20% delle imprese italiane considera il risk management un partner strategico della crescita, ma la quota sale al 44% tra chi ritiene che questo ruolo si consoliderà entro i prossimi tre-cinque anni. Parallelamente, un'azienda italiana su tre indica nella lentezza decisionale il principale ostacolo allo sviluppo, evidenziando la necessità di trasformare il coinvolgimento anticipato delle funzioni di rischio in decisioni più tempestive e con maggiore impatto sul business.
Lo studio evidenzia inoltre una crescente domanda di strumenti basati sui dati. Il 79% delle aziende italiane chiede analisi supportate dall'intelligenza artificiale e sistemi di allerta preventiva, mentre il 69% punta a integrare informazioni predittive nei processi decisionali e il 66% considera i modelli di scenario uno strumento essenziale. Anche il contributo dei partner esterni assume un peso crescente: l'81% delle imprese vorrebbe ricevere analisi predittive per adottare decisioni più proattive e il 75% cerca un supporto che consenta di cogliere nuove opportunità con maggiore consapevolezza.
“In un'economia in cui prevale l'instabilità, le imprese che crescono oggi non sono quelle che corrono meno rischi, ma quelle che sanno interpretarli e gestirli. La domanda dell'impresa orientata al successo è: “c'è un modo per cogliere questa opportunità?”. Coface aiuta a rispondere, trasformando l'incertezza in capacità di decidere rapidamente e consapevolmente, grazie a strumenti innovativi di informazione, analisi del rischio e protezione del business, affinché l'impresa possa dire “sì” alla crescita e allo sviluppo prima degli altri e in pieno controllo della situazione”, afferma Pietro Vargiu, Country Manager di Coface Italia.
L'analisi internazionale conferma che il rischio non è più percepito soltanto come un elemento esterno. Per il 59% delle organizzazioni, il confronto tra funzioni commerciali e risk management è rallentato da valutazioni considerate eccessivamente prudenti o poco allineate alle esigenze del mercato. A questo si aggiunge la frammentazione dei dati, segnalata dal 52% delle aziende, che rende più difficile assumere decisioni rapide e alimenta un circolo vizioso di maggiore cautela.
Lo studio individua anche un gruppo ristretto di imprese particolarmente dinamiche, pari al 12,6% del campione, definite Open Advantage Leader. Queste organizzazioni coinvolgono il risk management fin dalle prime fasi delle decisioni strategiche, considerano il rischio un vantaggio competitivo e promuovono una cultura aziendale orientata al confronto, riuscendo così a trasformare più rapidamente l'incertezza in opportunità operative.
In questo scenario, dati e intelligenza artificiale assumono un ruolo sempre più centrale. Il 59% dei dirigenti intervistati chiede un maggiore utilizzo delle analisi predittive per simulare scenari futuri e il 54% intende accelerare l'adozione di strumenti di analisi del rischio basati sull'intelligenza artificiale. Allo stesso tempo cresce l'aspettativa verso i partner esterni, chiamati non solo a proteggere le imprese dai rischi, ma anche a fornire informazioni capaci di anticipare gli sviluppi del mercato e sostenere decisioni più efficaci.