
Confindustria Ancona investe sul welfare aziendale come leva strategica per lo sviluppo del territorio e delle imprese, puntando su prevenzione e salute come fattori chiave di competitività e attrattività.
Al centro c’è il progetto “Prevenzione e Salute”, un’iniziativa che mette a disposizione delle aziende associate pacchetti e convenzioni costruiti insieme alle imprese di servizi sanitari affiliate a Confindustria, offrendo ai lavoratori e alle loro famiglie strumenti concreti e immediatamente utilizzabili, dalle visite specialistiche agli screening diagnostici, fino alle attività motorie in piscina e ai percorsi termali, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la qualità della vita e favorire un benessere diffuso che si riflette anche sull’organizzazione del lavoro.
Il progetto, curato dalla vicepresidente di Confindustria Ancona Armanda Moriconi, è stato presentato nella sede dell’associazione nel corso dell’evento “Marche in Salute – il welfare che unisce impresa, lavoro e benessere”. A delineare la cornice strategica è stato il presidente di Confindustria Ancona Diego Mingarelli, che ha indicato con chiarezza la posta in gioco, spiegando che “la sfida è quella dell’attrattività, cambiare il modo di fare impresa mettendo al centro le persone, pilastro dell’attrattività”, e ribadendo la volontà dell’associazione di “spingere sulla collaborazione pubblico privato nella direzione della prevenzione”.
In questa visione si inserisce anche l’idea di un sistema di voucher che, da un lato, consenta un “risparmio per il sistema sanitario nazionale” e, dall’altro, contribuisca “a salvare vite”, attraverso una rete di imprese che diventano alleate del sistema pubblico, mappando una vera e propria filiera della sanità orientata alla prevenzione. I numeri richiamati da Mingarelli raccontano una sfida ancora aperta: nelle Marche solo 2.400 collaboratori su circa 10mila sono oggi coinvolti in politiche di welfare, prevalentemente nelle aziende di maggiori dimensioni, a fronte di una regione che si colloca al tredicesimo posto in Italia; da qui l’obiettivo di costruire un “sistema capillare” capace di includere anche le realtà più piccole, in quella che il presidente ha definito una “regione olivettiana”, dove la crescita passa dalla centralità delle persone e dalla tutela della loro salute.
L’iniziativa ha raccolto il sostegno delle istituzioni regionali, con l’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali delle Marche Paolo Calcinaro che ha ribadito l’importanza di rafforzare la sanità di prossimità e ha proposto di affiancare, in modo complementare, un sistema di voucher per incentivare l’adesione agli screening, oggi ancora troppo limitata. Sul valore della prevenzione si è soffermata anche la professoressa Rossana Berardi, ordinaria di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche, direttrice della Clinica Oncologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e presidentessa di One Health Foundation, ricordando come in ambito oncologico sia “davvero importante”, soprattutto per le “persone più fragili”. Berardi ha richiamato i progetti già avviati con gli imprenditori nei contesti aziendali e l’esperienza della “Nave della Salute”, realizzata con Alberto Rossi, amministratore delegato di Adria Ferries, come esempio di prevenzione che raggiunge anche luoghi e persone diverse, ribadendo che il welfare sanitario diventa così uno strumento di coesione territoriale orientato a un obiettivo condiviso: “non ammalarci”.