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Cybersecurity, investimenti in crescita e minacce più sofisticate nel 2025

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Martedì, 1 Settembre, 2026 - 09:45
Autore: Gillespie

In Italia il 2025 si è chiuso con un aumento evidente delle attività ostili e con una risposta altrettanto decisa da parte di imprese e Pubblica Amministrazione, che hanno rafforzato la resilienza digitale in un contesto di minacce sempre più articolate.

L’Agenzia per Cybersicurezza Nazionale ha registrato 2.729 eventi trattati, con una media mensile salita del 38% – da 165 a 227 – mentre gli incidenti con impatti confermati si sono fermati a 615 casi, in crescita del 7%. Il quadro, inserito nel report Cybersecurity, Frodi e Data Privacy realizzato da Deloitte come Knowledge Partner della prima edizione di WeSec, restituisce un Paese esposto e consapevole, dove oltre un terzo delle grandi imprese ha subito attacchi e più del 70% prevede ulteriori incrementi di budget nel 2026.

La progressiva digitalizzazione dei servizi e delle infrastrutture critiche sta trasformando la sicurezza informatica in un elemento cardine della stabilità economica e finanziaria. Come osserva Fabio Battelli, Enterprise Security Leader di Deloitte, "la cybersicurezza rappresenta un fattore abilitante dell'innovazione digitale e, sempre più, dell'adozione sicura dell'Intelligenza Artificiale, oltre che una componente essenziale del risk management e della conformità al quadro regolamentare europeo". Una prospettiva che trova conferma nel Rapporto Clusit 2026: l’Italia è tra i Paesi più colpiti al mondo, con 507 incidenti gravi nel 2025 contro i 357 del 2024, pari al 9,6% del totale globale.

Sul fronte dei costi, l’Osservatorio del Politecnico di Milano stima una spesa in cybersecurity pari a 2,78 miliardi di euro nel 2025, in aumento del 12% e superiore alla crescita complessiva della spesa digitale nazionale. Gli incrementi più marcati riguardano Pubblica Amministrazione, Finance e Logistica-Trasporti, sostenuti anche dai fondi europei del PNRR. Nel frattempo, il 57% delle grandi imprese ha avviato una revisione strutturale dei piani di incident response, mentre il 3% ha registrato impatti diretti sulla propria operatività.

Il tema delle frodi digitali mostra un andamento complessivamente contenuto rispetto ai volumi transati, ma con differenze significative tra le diverse modalità di pagamento. Secondo Banca d’Italia, nel secondo semestre 2025 il tasso di frode è pari a 3 euro ogni 100.000 euro transati, con una maggiore esposizione delle operazioni a distanza: l’e-commerce con carta presenta un tasso dello 0,060% contro lo 0,006% del POS fisico. La Polizia Postale ha trattato 51.560 casi nel 2025, di cui 27.085 riconducibili al cybercrime, con somme sottratte superiori a 269 milioni di euro. L’impiego dell’AI per finalità fraudolente (voci clonate, deepfake, phishing personalizzato), è ormai una componente strutturale del fenomeno. Anche le violazioni dei dati personali risultano in aumento: 2.415 notifiche al Garante nel 2025, con oltre 37 milioni di euro di sanzioni legate a carenze nelle misure di sicurezza.

Il panorama settoriale conferma differenze marcate. Il Banking italiano rimane tra i comparti più maturi, pur con una crescente esposizione del cliente finale attraverso bonifici istantanei, moneta elettronica e credenziali bancarie in vendita su circuiti illeciti. La Sanità, pur con un’incidenza ridotta nel campione Clusit (1,8%), continua a mostrare fragilità strutturali legate al valore dei dati sanitari e alla complessità delle infrastrutture. Trasporti e Logistica registrano la crescita più intensa della pressione offensiva (+134,6%), anche per effetto delle campagne DDoS e dell’integrazione tra sistemi IT e OT. La Pubblica Amministrazione resta il settore più esposto, con oltre 1.100 eventi rilevati dall’ACN e un incremento del 290% degli incidenti censiti da Clusit, spesso di natura dimostrativa ma con implicazioni rilevanti per la sicurezza delle banche dati pubbliche. Nel manifatturiero, circa il 16% degli attacchi globali colpisce organizzazioni italiane, con ransomware concentrati sulle PMI e impatti diretti sulla continuità produttiva. Il settore energetico, bersaglio privilegiato del phishing mirato, mantiene una rilevanza sistemica per criminalità e attori statuali.

L’Intelligenza Artificiale emerge come amplificatore delle minacce. ACN, Clusit ed ENISA documentano l’uso dell’IA generativa per campagne di phishing più credibili e scalabili, oltre che per automatizzare fasi dell’attacco un tempo manuali, dalla ricognizione allo sviluppo di codice malevolo. Sul versante delle frodi, la diffusione di voci clonate e video deepfake conferma un salto qualitativo che riduce i tempi di reazione dei difensori e apre a scenari di minacce sempre più autonome.

In questo contesto, la capacità di governo del rischio diventa la variabile decisiva. Daniele Frasca, Senior Partner di Deloitte, sottolinea che “emergono cinque priorità per gli organi di vertice: portare il rischio cyber stabilmente nell'agenda del Board; spostare il baricentro dalla sola protezione alla resilienza; rafforzare il presidio del fattore umano e delle identità digitali; governare l'IA contemporaneamente come leva di difesa e nuova fonte di rischio; estendere infine il presidio all'intera filiera digitale di tutti i fornitori”.

Tag: 
Cyber Security

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