
Secondo JP Morgan, i rinnovi di gennaio partiti in tono decisamente più debole del previsto non dovrebbero però scombinare i piani dei grandi riassicuratori europei. Il calo dei prezzi, anche a doppia cifra nel ramo property catastrophe, è un boccone amaro, ma era già stato messo in conto quando le compagnie hanno fissato le loro indicazioni sugli utili per il 2026. In altre parole, nessuna sorpresa dell’ultimo minuto.
Del resto, il primo gennaio resta uno snodo cruciale per il mercato riassicurativo globale: è in questo momento che si rinnova circa il 60% del business complessivo, ed è qui che si capisce davvero da che parte soffia il vento su prezzi, condizioni e capacità. “Nel 2026 l’ammorbidimento del mercato è proseguito, con cali a doppia cifra nei prezzi del property catastrophe”, osservano gli analisti di JP Morgan, ricordando però che “ci aspettavamo rinnovi deboli, visti gli equilibri tra domanda e offerta e gli ottimi risultati ottenuti nel 2025, anche se resta una flessione impegnativa”.
L’indice Global Property Catastrophe Rate on Line di Guy Carpenter segna un -12% ai rinnovi del 1° gennaio 2026, con alcune coperture per singolo rischio arrivate a scendere fino al 15% a seconda delle aree. Eppure, per JP Morgan, questo non si tradurrà automaticamente in un colpo agli utili. “Non vediamo un impatto sulla guidance dell’utile netto dei riassicuratori”, spiegano, perché i tagli di prezzo erano già stati ampiamente previsti quando le guidance sono state comunicate.
JP Morgan ricorda che il property catastrophe è solo una parte del business dei grandi riassicuratori europei e che la diversificazione dei portafogli attenua l’impatto dei cali di prezzo. Guardando al 2014 e 2015, anni considerati simili all’attuale scenario, a fronte di ribassi di mercato intorno all’11% le riduzioni effettivamente riportate dalle compagnie furono limitate al 2–4%, uno schema che potrebbe ripetersi anche nel 2026, con Swiss Re e Hannover Re su livelli analoghi e Munich Re leggermente più esposta. Resta più incerta la dinamica dei volumi: Swiss Re potrebbe ridurre il portafoglio, Munich Re restare stabile e Hannover Re e Scor crescere moderatamente, anche se, avverte JP Morgan, difficilmente oltre una crescita a una cifra bassa o media.