
I livelli record dei due fiumi riducono la capacità di trasporto, aumentano i costi logistici e creano tensioni anche per energia e industria, secondo un’analisi di Coface.
Il Reno e il Danubio hanno raggiunto livelli eccezionalmente bassi, con effetti già visibili sul trasporto delle merci e sulle attività industriali ed energetiche. Secondo un’analisi di Coface, il 18 agosto il Reno è sceso a soli 8 centimetri a Kaub, in Germania, sotto il precedente minimo storico di 25 centimetri registrato nel 2018. Alcune chiatte hanno potuto trasportare appena il 20% del carico abituale, mentre sul Danubio, in Romania, i carichi sono stati ridotti fino al 40%.
La riduzione della navigabilità sta facendo aumentare i costi e mette sotto pressione le filiere che dipendono dal trasporto fluviale. Il problema riguarda in particolare Germania e Romania, dove questa modalità rappresenta rispettivamente il 5,4% e il 19,2% del trasporto merci. Nel 2018, durante una precedente fase di siccità, i costi del trasporto fluviale arrivarono a moltiplicarsi fino a 2,5 volte per le merci solide e fino a 4,5 volte per quelle liquide.
Le conseguenze si estendono anche all’energia. I bassi livelli del Danubio hanno creato difficoltà alle centrali nucleari di Paks, in Ungheria, e Cernavodă, in Romania, che assicurano rispettivamente circa il 40% e il 20,5% della produzione elettrica nazionale. Tra i comparti industriali più esposti figura inoltre la chimica tedesca, con il sito BASF di Ludwigshafen che movimenta via fiume circa il 40% delle proprie merci.
“I bassi livelli del Reno e del Danubio dimostrano come gli eventi climatici estremi non siano più soltanto una questione ambientale, ma stiano diventando un vero e proprio fattore economico”, ha dichiarato Eve Barré, economista di Coface.
“Il livello eccezionalmente basso del Reno e del Danubio dimostra come il rischio climatico possa tradursi rapidamente in un rischio operativo per le imprese, con effetti diretti sui trasporti, sugli approvvigionamenti, sui costi energetici e sulla continuità produttiva”, ha affermato Ernesto De Martinis, CEO Coface Mediterranean & Africa Region e Board Member.
Con i livelli del Reno attesi ancora bassi nelle prossime settimane, la siccità rischia quindi di continuare a incidere sulla logistica e sulle catene di approvvigionamento europee.