
La ricchezza netta delle famiglie italiane ha raggiunto 11.333 miliardi di euro a fine 2025, con una crescita del 22,8% rispetto al 2015. Un incremento molto più contenuto rispetto a quello registrato nello stesso periodo da Germania (+87,3%), Spagna (+56,6%) e Francia (+42%). I dati emergono dall’Osservatorio sulla ricchezza delle famiglie della Fondazione Fiba di First Cisl, ripreso da Teleborsa.
La crescita è accompagnata da una forte concentrazione della ricchezza. Nel 2025 il 10% più ricco delle famiglie italiane detiene il 60,6% della ricchezza netta, contro il 52% del 2010. Il 5% più abbiente arriva invece al 50,2%, rispetto al 39,9% di quindici anni prima.
La concentrazione riguarda anche le attività finanziarie. Il decile più ricco possiede il 43,4% dei depositi, il 76,7% dei titoli di debito, il 93,3% delle azioni quotate, l’82,5% dei fondi comuni e il 76,9% delle assicurazioni ramo vita. Ancora più elevata la quota relativa alle azioni non quotate e alle altre partecipazioni, pari al 98,3%.
Gli immobili rappresentano il 46% della ricchezza lorda delle famiglie italiane. Dal 2015 al 2025 i prezzi delle abitazioni sono cresciuti del 16,1%, contro il 53,7% dell’area euro. Anche il reddito disponibile delle famiglie italiane ha registrato una crescita inferiore a quella delle principali economie europee, aumentando del 28,4% nel decennio.
Sul fronte del risparmio, nel 2025 il tasso lordo italiano si è attestato al 10,7%, contro il 14,32% della media dell’area euro. Il quadro restituito dall’Osservatorio mostra quindi una ricchezza complessiva ancora elevata, ma caratterizzata da una distribuzione sempre più concentrata e da una minore crescita rispetto agli altri grandi Paesi europei.