
La polizza Cyber si conferma uno strumento concreto per la gestione dei rischi informatici delle imprese. Secondo il report Cyber Claims in Focus: Getting Value from Cyber Insurance realizzato da Willis, società del gruppo WTW, oltre il 95% delle perdite medie derivanti da violazioni dei dati e il 90% delle perdite medie dirette (first-party) risultano adeguatamente coperte dall’assicurazione Cyber.
Lo studio ha analizzato 5.500 sinistri cyber registrati tra gennaio 2013 e gennaio 2026 in 95 Paesi, per un valore complessivo di circa 1 miliardo di dollari di indennizzi pagati dagli assicuratori. Le violazioni dei dati rappresentano la principale tipologia di evento denunciato, mentre gli attacchi ransomware continuano a generare gli impatti economici più rilevanti, soprattutto per gli effetti sull’operatività aziendale e per i tempi necessari al ripristino dei sistemi.
Tra i principali elementi di attenzione emerge il crescente coinvolgimento dei fornitori terzi. Un incidente che interessa un vendor può infatti propagarsi a più organizzazioni, aumentando l’esposizione al rischio sistemico. Le terze parti risultano responsabili di quasi il 50% delle perdite associate alle violazioni dei dati e del 29% delle perdite dirette (first-party).
Il ransomware si conferma la minaccia più onerosa dal punto di vista finanziario. La durata media di un evento è pari a 25 giorni, con una perdita economica media di 5,3 milioni di dollari e casi che hanno superato i 500 milioni di dollari. Le richieste medie di riscatto raggiungono 3,8 milioni di dollari, mentre il pagamento effettivamente sostenuto dalle aziende si attesta mediamente a 1,5 milioni.
L’intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore fattore di evoluzione dello scenario cyber. Secondo il report, non costituisce ancora una causa autonoma dei sinistri, ma contribuisce ad amplificare minacce già esistenti, come social engineering, phishing tramite deepfake e attacchi ransomware.
L’analisi evidenzia inoltre una differenza significativa tra gli attacchi diretti e quelli originati dall’esterno. Gli incidenti che colpiscono direttamente i sistemi delle organizzazioni rappresentano il 58% delle notifiche ransomware e il 95% dei costi complessivi. Gli eventi legati a fornitori esterni incidono invece per il 42% delle notifiche, ma generano il 5% dei costi.
Tra i rischi emergenti figura anche il contenzioso legato al pixel-tracking, che ha già prodotto perdite rilevanti per il mercato dell’assicurazione Cyber. Il report dedica inoltre approfondimenti specifici ai settori delle istituzioni finanziarie, della sanità, dei trasporti e del manifatturiero.
"Le coperture assicurative Cyber variano in modo significativo, ed è per questo che le organizzazioni devono capire cosa hanno effettivamente in essere e verificare che sia coerente con le proprie esposizioni al rischio" ha dichiarato Anna Lopreiato, Head of FINEX & Head of Placement – Italy di Willis, che ha aggiunto "Quando la copertura non riflette la realtà operativa, si rischia di trovarsi esposti a lacune critiche proprio dove la protezione è più necessaria, pagando al contempo per garanzie di limitata utilità concreta".
La crescita della complessità delle minacce informatiche rende quindi centrale un approccio basato sull’analisi dei dati di sinistrosità e sulla capacità delle imprese di allineare le coperture assicurative alle proprie effettive esposizioni.