
La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nel settore finanziario rende necessario rafforzare gli investimenti nelle infrastrutture digitali e ridurre la dipendenza da fornitori extraeuropei. È quanto emerge dal report “Sovranità Digitale & Finanziaria. Navigare il cambiamento nell’Era della Trasformazione”, realizzato da Deloitte come Knowledge Partner di ABI per la prima edizione di WeSec – Il Salone della Sicurezza.
Il documento evidenzia come la trasformazione digitale dei servizi finanziari proceda a ritmi elevati, mentre molte infrastrutture strategiche continuano a dipendere da operatori esterni all’Unione europea. Nel mercato del cloud computing, ad esempio, il principale fornitore europeo detiene soltanto il 2% della quota globale, mentre nel settore dei pagamenti quasi due terzi delle transazioni con carta nell’area euro transitano su infrastrutture extraeuropee.
Secondo i dati della Banca Centrale Europea, nel primo semestre del 2025 i pagamenti non in contanti nell’area euro hanno raggiunto 77,7 miliardi di operazioni, con una crescita del 7,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un’evoluzione che rende ancora più centrale il tema della resilienza tecnologica del sistema finanziario.
"Come Knowledge Partner di ABI ci siamo posti l’obiettivo di contribuire a identificare le priorità dell’agenda economica di fronte alle trasformazioni della transizione digitale. La relazione tra il sistema finanziario e le infrastrutture digitali è una di queste priorità" ha dichiarato Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia.
Il rapporto individua tre ambiti principali di intervento: la governance, la responsabilità condivisa tra istituzioni, operatori finanziari e cittadini, e il ruolo dell’intelligenza artificiale come fattore di trasformazione del settore.
La crescita dell’IA sta infatti aumentando la necessità di disporre di infrastrutture tecnologiche affidabili e diversificate. Secondo Deloitte, il 75% delle imprese che utilizzano l’intelligenza artificiale ricorre a servizi cloud di terze parti, mentre il 39% utilizza modelli di IA sviluppati da fornitori esterni.
Nel settore finanziario italiano l’adozione dell’intelligenza artificiale è già significativa. Secondo il rapporto OCSE–Banca d’Italia sull’IA nei mercati finanziari italiani, il 39% degli operatori utilizza queste tecnologie nell’attività quotidiana, con una percentuale che sale al 70% nel comparto assicurativo e al 59% in quello bancario.
"Il report sulla sovranità digitale e finanziaria ribadisce quanto questo aspetto stia acquisendo un’importanza crescente per l’ecosistema europeo. La resilienza delle infrastrutture digitali incide direttamente sulla stabilità del sistema finanziario" ha affermato Luigi Capitanio, Strategy and Business Design Leader di Deloitte Emea.
La spinta verso l’innovazione si confronta tuttavia con un livello ancora limitato di competenze digitali e finanziarie. L’indagine IACOFI della Banca d’Italia ha rilevato nel 2023 un livello di alfabetizzazione finanziaria digitale pari a 4,6 punti su 10, mentre nel confronto OECD/INFE 2023 l’Italia si colloca al di sotto della media dei 39 Paesi partecipanti.
"Un approccio integrato capace di coniugare innovazione tecnologica, capacità infrastrutturali e nuovi strumenti di governance riguarda l’intero ecosistema, dalle istituzioni agli operatori finanziari, fino a imprese e cittadini" ha concluso Luigi Capitanio, Strategy and Business Design Leader di Deloitte Emea.
Per Deloitte, la sfida della sovranità digitale e finanziaria passa quindi dalla capacità di sviluppare competenze, diversificare le infrastrutture tecnologiche e costruire modelli di collaborazione più strutturati tra settore pubblico e privato, in un contesto in cui l’intelligenza artificiale è destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale.