
In piena emergenza pandemica il Ceo di Axa Thomas Buberl ha dichiarato in un’intervista pubblicata domenica scorsa sul “Journal du Dimanche” di essere pronto a lavorare con lo Stato francese e gli altri Stati europei “per creare un piano assicurativo contro la pandemia e che, replicando il modello già esistente per le catastrofi naturali sia in grado di coprire emergenze sanitarie come questa".
Buberl propone uno schema per il piano “50% a carico dello Stato e 50% a un pool di assicuratori privati. Ogni anno si raccolgono premi che vengono messi a riserva. In caso di crisi, gli assicuratori pagherebbero fino a due o tre volte l’importo dei premi, con lo Stato che subentra una volta superato il tetto”. Thomas Buberl ha detto che intende muoversi concretamente in questa direzione, ma ha anche aggiunto che “dovremo fare molto di più in termini di prevenzione”, sottolineando che una delle lezioni della pandemia è che “il mondo non era sufficientemente preparato a un evento di questo genere e si è mosso in maniera assolutamente scoordinata”.
Il Ceo di Axa ha anche avvertito che alla luce del climate change, situazioni di emergenza estrema come quella del Covid-19 potrebbero essere tutt’altro che fenomeni isolati e per essere fronteggiati “richiedono una grande preparazione e azioni coordinate a livello globale”.
Infine, Buberl ha affermato che gli assicuratori non possono certo “prendersi carico di tutte le perdite non assicurate causate dalle misure di contenimento del contagio, perché l’intero settore assicurativo sarebbe messo in pericolo se pagasse un sinistro non sottoscritto e per il quale nessuno ha effettuato una valutazione”.
Il vicepresidente della Federazione assicurativa francese (FFA), Jean-Laurent Granier, ha stimato in 50 miliardi di euro il costo per gli assicuratori, qualora fossero stati chiamati a coprire le perdite operative delle aziende colpite dalla crisi del coronavirus.