Salute
La digitalizzazione nell’assistenza sanitaria avanza. Quali saranno gli effetti per il personale medico e infermieristico? E che vantaggi ne trarranno i pazienti e le pazienti? Di questo si è parlato sabato scorso a Trento in uno degli eventi del “Festival dell‘economia”.
Il business dell’assicurazione sanitaria sta vivendo in India il suo anno migliore. Nell’ultimo esercizio fiscale chiuso il 31 marzo 2017, il volume dei premi ha registrato un incremento del 24% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 4,8 miliardi di dollari.
Per pochi mesi di un paio di anni fa la sigaretta elettronica è stata sulla bocca di tutti, mentre le città si popolavano di negozi specializzati in ricariche aromatizzate.
ZhongAn, compagnia assicurativa cinese online nata nel 2013, ha raggiunto in poco tempo dimensioni ragguardevoli, diventando nell’arco di un paio di anni la più grande assicurazione online di tutto il mondo. Nessuna sede fisica per la compagnia che può contenere i costi di gestione lavorando solo in rete attraverso una sofisticata automazione del back office.
Consel, società di credito al consumo del Gruppo Banca Sella, e MetLife, gruppo leader nell’offerta di prodotti assicurativi, consolidano la loro partnership con il lancio di una nuova polizza sanitaria.
Da oltre 15 anni DUAL Italia si occupa dei rischi dei professionisti e questo le ha permesso di sviluppare conoscenze e competenze specialistiche sia nell’ideazione delle polizze sia nella gestione dei sinistri.
Solamente 2 italiani su 10 hanno la polizza sanitaria integrativa. Gli altri hanno pagato mediamente 570 euro a testa per le cure private sommati ai 1.800 euro sborsati attraverso le tasse per il SSN.
Per lo sviluppo della sanità integrativa nel nostro Paese serve una visione a lungo termine. “Se non sappiamo che sistema sanitario vogliamo nel nostro Paese tra dieci anni, faremo fatica a crearne uno nuovo”.
Il mercato della mobile health si è rapidamente evoluto negli ultimi anni, basti pensare che attualmente nel mondo sono disponibili più di 100.000 app dedicate alla salute. Sono sempre più diffusi strumenti come braccialetti contapassi, lenti a contatto smart capaci di misurare il livello di glucosio nel sangue o gli smartwatch, che sanno dove andiamo, quanto velocemente ci muoviamo, e quando e quanto dormiamo.
Le innovazioni tecnologiche stanno prendendo sempre più piede nel settore dell’assistenza sanitaria, e di conseguenza anche le assicurazioni sulla salute si trovano coinvolte in un processo sistemico che, sebbene sia solo agli inizi, è destinato a trasformare il business.
Secondo un’indagine condotta da Aon Employee Benefits oltre un terzo (37%) dei datori di lavoro britannici non è consapevole dell’impatto che lo stato di salute dei propri dipendenti può avere sulla propria attività.
AIG Life ha lanciato nel Regno Unito una nuova polizza di Critical Illness che comprende tre diagnosi particolarmente temute dai consumatori: cancro, infarto e ictus. Il servizio si chiama Key3 e può essere acquistato anche senza un’assicurazione sulla vita completa.
In seguito all’Assemblea Annuale dell’Associazione delle Imprese Assicurative (ANIA) nella quale il settore assicurativo ha posto l’accento sui bisogni crescenti di protezione dei cittadini italiani,Walter Meazza, presidente Adiconsum, ha così commentato: “Sempre più italiani sono costretti a pagare di tasca propria le spese sanitarie in un contesto complessivo nel quale tra liste di attesa interminabili e costi dei ticket crescenti, l’universalismo del Servizio Sanitario Nazionale sta diventando un pallido ricordo. È giunto il momento di tornare ad investire in sanità, allineando il rapporto spesa sanitaria/PIL del nostro Paese (attualmente dell’8% circa) alla media degli altri Paesi OCSE (10%). È chiaro che senza risorse non è possibile garantire qualità del servizio e risposte adeguate ai bisogni dei cittadini”.
Secondo i dati diffusi da Equifax Touchstone relativi al mercato anglosassone, la vendita di prodotti assicurativi del ramo protezione della persona ha raggiunto nel primo quadrimestre 2016 il picco più alto dall’ultimo quarto del 2012, che tuttora detiene il record assoluto.
Secondo l’indagine Staying@Work condotta da Willis Towers Watson, l’adesione dei dipendenti ai programmi aziendali legati alla salute rimane bassa: nell’ultimo anno, infatti, solo il 50% ha partecipato alle attività benessere o ai programmi di management focalizzati sul tema salute.