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Conflitto in Medio Oriente, Aon segnala nuovi rischi assicurativi

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Venerdì, 13 Marzo, 2026 - 06:42
Autore: Gillespie

Il conflitto in Medio Oriente sta già producendo effetti tangibili nel settore assicurativo globale. Secondo quanto riportato da Reinsurance News, diversi esperti del gruppo di brokeraggio assicurativo internazionale Aon osservano una rivalutazione del rischio quasi in tempo reale, con mercati assicurativi che stanno adeguando prezzi e condizioni mentre gli eventi geopolitici continuano a evolversi. 

Durante il webinar “The Middle East Conflict: What Matters Now for Global Organizations”, i manager della società hanno spiegato che l’impatto non riguarda soltanto i possibili danni fisici, ma soprattutto le interruzioni delle catene di approvvigionamento, delle rotte logistiche e delle strutture di copertura assicurativa. 

“Stiamo osservando una rivalutazione del rischio in tempo reale, spesso prima che emerga nei risultati finanziari”, ha dichiarato Joe Peiser, CEO Risk Capital di Aon, sottolineando come il settore assicurativo stia funzionando da vero e proprio indicatore anticipatore delle tensioni geopolitiche. Secondo il manager, questo è il momento per le organizzazioni di verificare attentamente la solidità delle proprie coperture assicurative e capire dove potrebbero emergere lacune.

Nel frattempo il mercato londinese continua a svolgere un ruolo centrale nella gestione dei rischi di guerra, in particolare per il settore marittimo. Tracy Lee Kus, CEO del Global Broking Center di Aon, ha ricordato che il mercato mantiene la propria presenza nelle aree più complesse, anche se con adeguamenti di capacità e prezzi. “Capacità e prezzi sono stati adeguati, ma la scelta è stata quella di restare operativi nei territori più difficili piuttosto che uscire dal mercato”, ha spiegato, evidenziando come il conflitto coinvolga simultaneamente numerosi rami assicurativi, tra cui marine, energia, aviazione, property, cyber e credito.

Tra i settori più osservati c’è proprio quello dei trasporti globali. Phil Smaje, Global Industry Specialty Leader Transportation and Logistics di Aon, ha ricordato che al momento dell’inizio delle ostilità nel Golfo Persico erano presenti circa 750 navi per un valore stimato di 25 miliardi di dollari. “Il sistema di copertura dei rischi di guerra nel settore marittimo consente di aggiornare aree e tariffe senza destabilizzare il mercato”, ha spiegato, ricordando che questo meccanismo esiste nel mercato dei Lloyd's of London da oltre tre secoli.

Parallelamente cresce l’attenzione sui rischi informatici. Brent Reith, Global Cyber Leader di Aon, invita le aziende a considerare l’attuale contesto come una fase di minaccia cyber significativamente più elevata. “Le organizzazioni devono trattare l’attuale scenario come un ambiente di rischio cyber più alto, rendendo la preparazione alla risposta agli incidenti importante quanto il monitoraggio delle minacce”, ha avvertito.

Nel complesso, il settore assicurativo sta reagendo con prudenza ma senza segnali di discontinuità drastica. Il mercato continua a garantire coperture, pur con maggiore attenzione all’accumulo dei rischi e con un approccio più selettivo nella sottoscrizione. 

Tag: 
Aon
Guerra
Medio Oriente

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